n.43 luglio 2012

Eccoci all’ormai tradizionale numero estivo dedicato ai reportage e ai racconti di viaggio.
La cover di east 43 è dedicata all’India, Paese in bilico tra una modernizzazione spinta e una realtà ancora rurale e tradizionale.
Come sappiamo, anche la crescita dell’economia sembra ora registrare un forte rallentamento. È dunque l’occasione di osservare questo Paese più da vicino.
E sull’India potrete leggere anche Lettera aperta di un occidentale innamorato, di Carlo Pizzati.
La prima parte del nostro magazine è come sempre dedicata all’Europa, con le rubriche Sponda Ovest e Sponda Est, con l’analisi di Giuseppe Scognamiglio sulle strategie adottate dai leader dell’Eurozona e con l’articolo sulla Germania, Dopo Angela ancora Angela, a firma di Constanze Reuscher.
Abbiamo pensato di proporre anche un fotoreportage di Alessandra Garusi sui giornalisti rifugiati della sezione berlinese di Reporters Sans Frontières e uno su Gorizia e Nova Gorica, passata in breve tempo dai grigiori comunisti alla sfrenatezza delle notti senza fine.
Per la rubrica Voci da dentro, pubblichiamo in questo numero l’intervento di un giovane archeologo sulla sua difficile vita da precario nella Grecia piegata dalla crisi. Un altro sguardo a un Paese vicino, splendido e tormentato. Dalla Russia Astri Dakli e Laura Betti firmano un servizio sul reparto maternità di Pushkino e Lucia Sgueglia, che per la prima volta collabora con east, invia un reportage sulla nuova Grozny, illustrato dalle straordinarie immagini di Davide Monteleone, fotografo pluripremiato che amiamo molto.
Segnaliamo, allora, una serie di reportage fotografici: sulla Siberia e lo sciamanesimo, a firma del giovane fotografo russo Igor Starkov, sui cristiani in Iran, a firma di Linda Dorigo e Andrea Miluzzi, e sull’Afghanistan, di Luigi Baldelli, fotografo italiano che da quasi vent’anni frequenta questo inquieto Paese.
I nostri lettori troveranno poi in questo numero anche i reportage di Giuliana Sgrena dall’Algeria, di Antonio Picasso dal Libano, di Farian Sabahi dall’Azerbaigian e, spingendoci ancora più a Est: da Cambogia, Vietnam, Cina e Taiwan.
Oltre alle solite rubriche, ne ospitiamo una nuova. Antonio Ferrari, editorialista del Corriere della Sera curerà infatti "Democrazia: percorso a ostacoli".

Buona lettura e buone vacanze a tutti voi.
Emanuele Bevilacqua

TUTTI GLI ARTICOLI


Sommario

In democrazia bisogna scegliere da che parte stare. Così Solone codificava i doveri dei cittadini ateniesi: "Gli elettori devono sporcarsi le mani. Quando la situazione è grave, ogni cittadino deve prendere parte al dibattito, non si può rimanere neutrali". Lezioni di democrazia dal VI secolo. Dopo Solone arrivò il tiranno Pisistrato.

Per ridare fiducia ai mercati e uscire dalla crisi del debito, l'Europa deve dotarsi di strumenti e soluzioni di lungo periodo. È necessario centralizzare la politica fiscale, trasferendo la sovranità in materia dai singoli Paesi alle istituzioni comunitarie.

Europa, incroci pericolosi.

La cancelliera ha perso le amministrative. La politica del rigore ad ogni costo in Europa nei confronti dei Paesi in difficoltà, primo fra tutti la Grecia, potrebbe a lungo termine non pagare. E i socialisti tedeschi, che propagandano altre ricette economiche, affilano le armi in vista delle prossime elezioni politiche, guardando come a un segnale di speranza la recente affermazione di Hollande alle presidenziali francesi. Con i debiti distinguo.

Testimonianze di coraggiosi cronisti che, perseguitati nei loro Paesi dove la libertà d’espressione viene brutalmente soffocata, sono stati costretti ad abbandonare la propria casa e la propria famiglia e hanno trovato rifugio in Germania, grazie all’instancabile opera di assistenza di Reporter senza frontiere. Dopo anni di prigione, torture o minacce, finalmente una nuova vita. Ma con il cuore colmo di nostalgia per una terra lontana, che vorrebbero poter ritrovare un giorno finalmente libera e non oppressa da regimi sanguinari.

Sul versante italiano, Gorizia, mesta cittadina che rimpiange ancora i fasti della Mitteleuropa asburgica egli anni della Guerra fredda, quando il confine con la Jugoslavia era una vantaggiosa zona franca. Sul versante sloveno, Nova Gorica, passata dai grigiori comunisti alla sfrenatezza delle notti senza fine, in cui scorrono a fiumi alcol e soldi, fra casinò e locali per il sesso a buon mercato.

Un Paese allo stremo delle forze, strangolato da debito, tasse e disoccupazione. Laddove non sembra esserci più via d'uscita la gente cade in depressione. I suicidi sono all'ordine del giorno. Il racconto di uno studioso di storia, che da Londra ha deciso un giorno di tornare in Grecia, scontrandosi con una realtà fatta di incertezza e precariato. Non trovando risposte alle domande che si pone, si rifugia negli antichi racconti della mitologia, eterni e forse attuali.

Oggetto di discriminazioni e pregiudizi, rom e sinti in Italia cercano oggi nuove strade per tentare di integrarsi con le comunità locali ai margini delle quali vivono, spesso in condizioni precarie. Anche grazie al l’aiuto di associazioni e volontari, che sopperiscono alla scarsa attenzione da parte delle istituzioni, sperano di far conoscere meglio la loro cultura a chi ancora li guarda con diffidenza e sospetto, quando non aperta ostilità.

Il tempo dei gitani

In un Paese in cui i tassi demografici fanno da anni registrare ovunque cali preoccupanti delle nascite, ci sono alcune felici eccezioni, che alzano la media nazionale. Una giornata nel reparto maternità di Pushkino, non lontana da Mosca: un edificio che ricorda ancora i grigiori sovietici, ma dove il personale medico, quasi tutte donne, lavora alacremente e con passione per garantire alle partorienti sicurezza e calore umano nel momento in cui mettono al mondo una nuova vita.

Dopo anni di guerra civile e poi di ricostruzione, la capitale cecena appare oggi come una capitale moderna. Le grandi opere della grandeur postbellica non cancellano abusi, corruzione, espropri e malcontento per la mancanza di democrazia, reale libertà e rispetto dei diritti umani. Ramzan Kadyrov ha ricevuto da Mosca il compito di stabilizzare la Cecenia, ma sacche di ribellione persistono ancora e seguitano a combattere.

Le tradizioni e i riti dello sciamanesimo sono ancora vivi e presenti nella vita quotidiana degli abitanti di questo estremo avamposto della Federazione russa, testimonianza di un ancestrale e profondo contatto con la natura e i suoi elementi primitivi, in un legame indissolubile fra il mondo visibile e quello invisibile.

In una società di tradizione laica, la religione – riscoperta dopo l'indipendenza – non è vissuta con gli accenti radicali della vicina repubblica islamica dell'Iran. E per quanto lo spettro delle fedi sia variegato, intellettuali e leader religiosi guardano con favore a una sorta di ecumenismo musulmano piuttosto che di-fendere particolarismi rituali. La mancanza di effettiva libertà religiosa e politica fa il resto. A comandare è una dinastia al potere da vent’anni, inattaccabile almeno finché all’Occidente faranno gola le riserve naturali del Paese.

Rubrica

Non basta la promessa del re saudita di concedere il diritto di voto alle donne nel 2015, se poi permane il divieto di guidare la macchina o l'impossibilità per le atlete del regno di partecipare ai Giochi olimpici. In Arabia Saudita vigono norme sessiste e un rigido fondamentalismo religioso. Mentre le immense risorse petrolifere, alla base della ricchezza del Paese, potrebbero fra qual-che anno non essere più sufficienti per sostenere gli ingenti consumi interni, con conseguenti rischi per l'esportazione. Uno scenario davvero critico.

Il vento di protesta della Primavera araba ha solo sfiorato l’Algeria. Le riserve petrolifere e l’aumento del prezzo dell’oro nero consentono al Paese di non avvertire la crisi economica globale. Eppure la ricchezza resta nelle mani di pochi e, mentre i corrotti guadagnano, i poveri aumentano. Le elezioni di maggio sono state per molti una farsa. Malgrado i sospetti di brogli, l’Fnl si è riconfermato al potere. Ora, però,siedono molte più donne in parlamento: su di loro si appunta la speranza di cambiamento.

Hezbollah apre a una soluzione politica interna che superi il confessionalismo, che da sempre divide e segna le vicende del Paese. Analizza la crisi europea con accenti anticapitalisti che riecheggiano le rivendicazioni degli indignados. Ma si mantiene cauto e neutrale in merito alla guerra civile in atto in Siria.

Hanno collaborato a questo numero:
Maria Cuffaro
Giuseppe Scognamiglio
Roberto Santaniello
Constanze Reuscher
Alessandra Garusi
Matteo Tacconi
Dimitris Karalis
Marina Gersony
Stefano Bottoni
Luisa Betti, Astri Dakli
Lucia Sgueglia
Igor Starkov
Fariah Sabahi
Francesca Lancini
Antonio Ferrari
Giuliana Sgrena
Antonio Picasso
Andrea Miluzzi
Manuela Dviri
Carlo Pizzati
Luigi Bardelli
Claudia Astarita
Elena Murdaca
Carlotta Magnanini
Simone Pieranni
Alessandra Cappelletti
Francesco Guarascio