n.46 marzo/aprile 2013

L’Inverno Arabo è il titolo di east n.46, disponibile in edicola, online e su apple-store a partire da oggi, 1 marzo 2013.

Il nuovo numero di east, che inaugura una nuova versione della rivista da un punto di vista grafico ed editoriale, da avvio al nuovo anno con un Dossier dedicato all'eredità delle Primavere Arabe nei Paesi dell’area mediorientale: Tunisia, Marocco, Libia, Egitto, Qatar, Siria e Iran. All’interno del Dossier, importanti firme italiane e internazionali offriranno un’analisi dettagliata e documentata di conquiste, delusioni e perplessità delle rivolte mediorientali nate nel 2011.

Tante le testimonianze, i reportage, le schede di approfondimento dei Paesi ritratti e, per arricchire maggiormente la lettura, un Taccuino culturale collegato al Dossier con focus dedicati a: Cinema, Poesia, Lettura e Arti figurative.

Oltre ai temi del Dossier, tra gli altri titoli: “I Mercanti di Pechino”, un’interessante analisi del commercio con caratteristiche cinesi; "La febbre dell’oro", una finestra sulla realtà delle miniere australiane; "Da donna Geisha a Donna Manga", uno sguardo sullo spaccato sociale giapponese post-tsunami; Da Gangnam a Bruxelles, come Gangnam Style conquista l'Europa; La febbre dell'oro, i nuovi cercatori sbarcano in Australia.

TUTTI GLI ARTICOLI


In un quartiere elegante del Cairo ha aperto il primo bar per musulmani tradizionalisti. Eleganti poltrone beige per far accomodare le donne velate che sorseggiano cremosi cappuccini (ormai di moda tra l’alta borghesia egiziana). Gli  omini invece possono chiacchierare tra di loro in una sala attigua, le famiglie con bambini hanno a disposizione un altro ambiente ancora. Le coppie non sposate non sono accettate.  Un anno fa un posto simile sarebbe stato impensabile.

Un rapporto difficile tra Regno Unito ed Europa, fin dagli esordi. Come nei matrimoni che resistono a lungo, non sono tutte rose e fiori e le responsabilità non sono equamente ripartite: c’è chi ha profuso più impegno e dimostrato maggiore pazienza, nel tentativo di consolidare il rapporto. Ma c’è un limite...

NASCONDINO - L’onnipresente Grande Fratello di George Orwell non si è mai veramente materializzato nel 1984. Ma c’è un nuovo occhio intrusivo, simile a quello immaginato dallo scrittore britannico, che comincia a preoccupare gli attivisti europei in difesa dei diritti civili.

Il cammino di Hollande procede a piccoli passi. “Il cambiamento è adesso” recitava il suo slogan, ma l’impatto con le problematiche del suo Paese frena la sua impennata iniziale.

C’è voglia di liberalizzazione tra Asia ed Europa. L’abbattimento delle tariffe doganali? Un’auspicata soluzione per la maggioranza. Ma c’è già qualche avanguardista che propone soluzioni tecnologiche per il superamento delle tradizionali ricette economiche.

Steinbrück potrebbe non essere all’altezza della situazione: troppo snob dicono i giornali, ha perso ogni elezione dicono nel suo partito. Eppure l’Spd ha scelto lui con il sostengno dei vecchi del partito.

I cosacchi di oggi desiderano ancora far rivivere il loro spirito combattente. Non bevono, non si drogano, investono nell’istruzione e nell’esercizio fisico. Ora potranno essere inquadrati nel servizio statale in operazioni antiterrorismo e in interventi umanitari.

La cittadinanza europea è il primo caso di una cittadinanza non legata a un luogo, a uno stato o a una nazione. Per ora un passaporto europeo rimane un’utopia eppure i cittadini dei 27 stati membri subiscono e godono dei privilegi e osservano le regole decise a Bruxelles.

Il gioiello di Putin si chiama Gazprom, il maggior estrattore al mondo di gas naturale. Ha generato Nord Stream, una conduttura che rifornisce di gas l’Europa intera, snodandosi negli abissi del Mar Baltico per oltre 1000 chilometri, dalla cittadina russa di Vyborg alla tedesca Greifswald.

Il 2013, ventesimo anniversario dell’Unione, è stato proclamato l’Anno europeo dei cittadini. La disaffezione delle opinioni pubbliche verso l’UE è in costante crescita. Vero: il cantiere Unione Europea è ancora incompleto. Ma l’UE rimane una realtà che offre opportunità: a ciascuno la responsabilità di coglierle.

La Turchia sta giocando la sua partita internazionale. Gli occhi sono tutti puntati sulle prossime mosse di Erdogan, stretto tra i profughi siriani e i ribelli curdi.

Dall’Egitto, otto ritratti di gente comune. La loro vita passata, presente e i loro sogni dopo la rivoluzione di piazza Tahrir.

A più di due anni dalla rivoluzione contro il regime corrotto di Ben Alì, nulla sembra essere cambiato. Il Ministro degli Esteri, Rafik Abdesalem, offre un soggiorno allo Sheraton a spese del governo ad una misteriosa ospite.

Gran parte della ricchezza è concentrata nelle mani della famiglia reale e di una ristretta élite. Il fatto che, malgrado tutto, la monarchia goda di una buona immagine, in Occidente e in patria, è uno degli aspetti del paradosso marocchino. La longevità politica della monarchia sembra dovuta alla capacità di contenere il malcontento attraverso un processo di riforma dall’alto, di cui il sovrano controlla saldamente orientamenti ed esiti.

La nuova Libia senza Gheddafi deve darsi ora una struttura credibile. Le vecchie leggi vanno riscritte, pensando a che tipo di paese si vuole costruire. Al momento continua l’emergenza sicurezza, le milizie non sono ancora state disarmate, e uno stato laico è per ora un’ipotesi.

Il presidente Egiziano vuole accreditarsi come democratico ma è frenato dalla sua base. Anche lui, come Mubarak, viene definito “nuovo Faraone” e il popolo d’Egitto è nuovamente pronto alla lotta.

Seoud, il ragazzo più veloce del Medio Oriente, corre verso Pechino, poi Londra. Ma si ferma a Piazza Tahrir, sognando la rivoluzione e la democrazia.

Cresce l’offensiva economica del Qatar. Obiettivi in primo piano: banche, infrastrutture e turismo (in particolare in Egitto, dove la moneta locale è in caduta libera). Gli attori principali sono il fondo sovrano Qia e la Qatar National Bank. Mentre l’Europa fatica a trovare spazio, alle prese con la crisi dell’euro.

Hanno collaborato a questo numero:
Claudia Astarita
Antonio Barbangelo
Ada Barbaro
Isabella Camera D’Afflitto
David Caretta
Paola Caridi
Maria Cuffaro
Astrit Dakli
Manuela Dviri
Antonio Ferrari
James Fontanella Khan
Claudia Gazzini
Massimo Ghirelli
Serena Grassia
Francesco Guarascio
Francoise Godement
Danilo Elia
Francesca Lancini
Francesca Leonardi
Carlotta Magnanini
Anna Maria Merlo
Giovanni Moro
Mana Neyestani
Marta Ottaviani
Hanadi Qawasmi
Constanze Reuscher
Farian Sabahi
Matteo Patrono
Antonio Picasso
Giuseppe Scognamiglio
Giuliana Sgrena
Cecilia Tosi
Boyd Van Hoeij
Patrizia Zanelli