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Editoriale - Ultimo Spettacolo

Iannis ha gli occhi chiari come i veneziani che nel ‘400 avevano colonizzato Cipro, la pelle scura che ricorda invece invasioni successive. “L’Europa cosa è?“ si chiede filosoficamente seduto al bar mentre beve caffè greco.

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“Non esiste un passaporto europeo? Non c’è una lingua, ce ne sono almeno 20 diverse. Rimane l’euro.” Iannis alza lo sguardo al cielo. “Una moneta da sola non può unire, può solo creare un’illusione.” Il ministro tedesco Schauble si è chiesto come sia stato possibile che Cipro entrasse a far parte dell’Euro, quando la sua economia era basata solo sulle agevolazioni fiscali. Domanda retorica, che sottolinea e definisce bene la debolezza dell’euro. Cipro rimarrà in Europa, la Laiki Bank sarà chiusa, la Bank of Cyprus sarà praticamente commissariata, i conti correnti oltre i 100mila euro subiranno tagli del 40%. Poco prima di chiudere la Laiki Bank e la Banca di Cipro hanno condonato milioni di prestiti a illustri correntisti: deputati, di ogni schieramento, compagnie private e amministratori locali. Un gradito regalo, che spiega quali sono i rapporti tra politica e finanza a Cipro. Ora il presidente Anastsasiades propone di risollevare l’economia dell’isola aprendo tanti casinò. Da paradiso fiscale all’apertura verso tutti i traffici illeciti. Una scelta di continuità. Johannes è seduto anche lui al bar e beve un caffè nero lungo, come si usa in Germania. Anche per Johannes il concetto di Europa è un enigma “Ho un passaporto tedesco, vivo in Germania e non capisco perché ora dobbiamo aiutare greci, spagnoli, portoghesi e italiani, se hanno sbagliato pagassero loro. Io, cosa c’entro?” Nella virtuosa Germania la Bundesbank ha investigato la Deutsche Bank perché avrebbe nascosto perdite per milioni di euro in seguito al crollo dei derivati acquistati negli anni. Una vicenda che avvicina Johannes a Iannis, eppure rimane una differenza fondamentale, Johannes vive in un paese con la disoccupazione sotto al 5%, Iannis invece non ha prospettive. “Andrò in Germania o in Inghilterra…” afferma serio. Un’identità all’Europa alla fine il giovane cipriota l’ha trovata. Johannes no. Nei vari paesi dell’Unione crescono partiti di destra e di sinistra che, arrabbiati, impauriti e delusi, vogliono innalzare barriere. Speriamo che Joannis una volta in Germania non incontri Johannes mentre sventola la bandiera del nazionalismo.

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