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n.48 luglio/agosto 2013


Col cibo, in India, si rischia sempre di prenderla per le lunghe. Non solo perché la cucina indiana non è una, ma mille cucine diverse, nelle quali si rispecchiano le caratteristiche geografiche, climatiche, antropologiche delle tante identità regionali del Subcontinente, dal Kashmir al Kerala, dai deserti del Rajasthan alle immense pianure alluvionali del Bengala.

Più bimbi coi blackout.

Più blackout, più bambini. Più bambini, meno cibo in famiglia.

Un anziano signore di 94 anni, il presidente Shimon Peres insegue ancora il suo sogno, in uno scenario mediorientale di macerie, di fallimenti e di invincibili rancori. È l’ultimo politico della sua generazione, e ancora non si arrende: “Riuscirò a vedere la pace nella nostra terra”.

Dopo due anni lo slancio della rivoluzione egiziana sembra al tramonto. E la minaccia dell’odio interconfessionale si abbatte
nuovamente sul Paese. Le difficoltà economiche e lo smarrimento identitario sono alla base degli scontri tra copti e musulmani.

1994-2014: ha ormai venti anni la storia della “peace pipeline”. Il Pakistan fa affari milionari con Teheran: importerà gas iraniano, nonostante le minacce di sanzioni degli Stati Uniti. E l’India è il “convitato di pietra”.

Incontro con Maria Bashir, procuratore generale di Herat. Nel 2014 la Nato lascerà l’Afghanistan; i vertici politici afghani plaudono, sicuri di potercela fare da soli a governare il paese nel futuro. Ma una parte della società civile, soprattutto le donne, trema al pensiero che i pochi progressi realizzati in tema di diritti possano svanire, risucchiati da un ritorno dell’integralismo e dell’oscurantismo.

Nawaz Sharif, leader della Pakistan Muslim League-N (PML-N, partito islamico moderato) ha vinto le elezioni di sabato 11 maggio 2013, divenendo l’unico politico pachistano ad assumere la carica di premier per tre volte.

Anche i buddisti italiani sono stati inseriti nella dichiarazione dei redditi per la raccolta dell’otto per mille. Eppure, quando si discuteva di Concordato agli inizi degli anni Ottanta, le confessioni religiose oggi presenti a piè di lista nelle nostre schede fiscali, nonché i progressisti erano contrari.

La signora Teranishi mostra all’obiettivo una reliquia. È la divisa del marito. Non ha mostrine, ma le battaglie vinte erano quotidiane, perché in guerra ci andava tutti i giorni fino a diciassette anni fa, quando nel giorno di San Valentino il signor Akira si gettò da un grattacielo. Come tanti a Tokyo.

Un paese gravemente colpito ma tutt’altro che in ginocchio. Questa è l’immagine del Giappone dopo la rielezione del primo ministro Shinzo Abe, presidente del Partito Liberal Democratico.

Ha tenuto il mondo con il fiato sospeso con la minaccia di attaccare gli Stati Uniti. Lo scorso aprile ha portato la penisola coreana al punto di massima tensione dal 1953. Chi è l’uomo alla guida del Paese più isolato del mondo.

La ragazza ha vent’anni, non di più. Da mezz’ora cerca di vendermi sigarette, matite, monete e banconote “made in Corea del Nord.”

I media si sono infervorati all’ennesima trasgressione della Corea del Nord: il timore di una rapida escalation al confine tra Nord e Sud Corea è tangibile. Alle minacce di un “attacco nucleare preventivo”, USA e Seul hanno risposto dispiegando missili.

Che l’Australia sia la meta preferita dei giovani europei non è una novità. Ma tra le città più frequentate non ci sono solo Sydney e Melbourne. Perth, la capitale del Western Australia, attira sempre più stranieri, soprattutto italiani. Merito del boom minerario che ha reso ricchissima questa lontana regione.

Uno dei paesi più poveri dell’Africa, minato da continui colpi di stato e dalla corruzione dilagante, in mano ai militari e schiacciato dal traffico di cocaina proveniente dal Sud America. Questa è la Guinea-Bissau, piccolo stato dell’Africa Occidentale, nel quale anche la comunità internazionale non sa come intervenire.

ALLA FONTE - 20.000 litri: la quantità di acqua necessaria per produrre 1 kg di carne di manzo.

È passato nel silenzio il recente annuncio del superamento della soglia delle 400 parti per milione (ppm) di concentrazione di CO2 nell’atmosfera del nostro pianeta. Quel genere di notizie che in un film di Hollywood avrebbe molto probabilmente scosso l’opinione pubblica mondiale e mobilitato capi di Stato per summit d’emergenza, invece passa in sordina, oscurata da notizie sulla crisi finanziaria o sulle tensioni tra potenze militari.

 

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