n.49 settembre/ottobre 2013

I nuovi campioni è il titolo di east49, disponibile in edicola, libreria,  pdf e su Apple-store a partire dal 1 settembre 2013.

Giuliano Amato esplora i dilemmi del voto alla vigilia delle elezioni europee della prossima primavera: quale nuovo Parlamento europeo aspettarsi?

I nuovi campioni è il titolo del dossier di approfondimento sui cosiddetti BRICS, il club delle potenze emergenti, e sui MIST, il club dei nuovi arrivati. I nuovi campioni sono ricchi ma anche poverissimi, robusti e fragili, una fornace di contraddizioni sociali e politiche che stanno animando le vitalissime piazze di questi paesi.  La sfida è globale spiega il Commissario europeo per il Commercio Karel De Gucht: dalla cooperazione l'Europa deve passare alla partnership con i nuovi campioni, ormai maggiorenni.

Medio Oriente: e ora, dove andiamo? si domandano Fadi Elhusseini e Shyam Bhatia di fronte agli eventi egiziani e siriani che sembrano scandire la cronaca di un fallimento...della democrazia? azzarda Mana Neyestani. Anche in Europa tante situazioni in fermento: i referendum nel Regno Unito, il disorientamento francese, l'astensionismo in Italia, l'esproprio di stato in Spagna...

Le democrazie nazionali sono senza futuro? si chiede Giuseppe Scognamiglio nel suo editoriale.

Ma la vera rivoluzione sembra quella delle stampanti 3D, che potrebbe inaugurare una nuova era industriale e rimettere in gioco l'attuale modello di consumo e gli equilibri mondiali.

 east49 ti aspetta in edicola e dal 4 settembre anche in libreria.

 

 

 

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Dopo dieci anni di vita porteña, il mio amico Emiliano Guanella – un coraggioso giornalista free lance italiano – si è trasferito da Buenos Aires a Rio de Janeiro. “Perché – dice Emiliano – è lì, in Brasile, che succedono le cose.” In musica, è come passare dagli sfinimenti del tango all’energia del samba.

La profonda crisi economica e sociale non molla la presa sul nostro continente. Si tratta ormai di una “bufera globale” dalla quale si esce solo con un deciso passo in avanti verso l’Europa Federale. Non “meno Europa”, ma “più Europa”.
Non euroscettici, ma, se possibile, euroentusiasti. E le prossime elezioni europee possono essere una occasione importante.

L’organizzazione di Mondiali e Olimpiadi porta con sé una storia di debiti, corruzione e consuntivi regolarmente superiori ai preventivi. L’unico effetto positivo veramente riscontrabile è che dopo simili eventi, la gente è più felice e ha una maggiore fiducia nel futuro.

Un salvataggio “diverso”: aiuti solo per 10 dei 17 miliardi necessari. Nel futuro dell’isola ci sono anche i giacimenti di gas al largo delle coste meridionali. Si parla di riunificazione tra Nord turco e Sud greco. Ma tutto passa dall’evoluzione dei rapporti tra Ankara e UE.

Stupore e sgomento. Il crollo della partecipazione alle ultime elezioni amministrative di maggio ha provocato ampi dibattiti sul significato da attribuire al “voto” di astensione italiano.

East intervista Karel De Gucht, Ministro degli Esteri del Belgio dal 2004 al 2009, e attuale Commissario europeo per il Commercio nella Commissione Barroso. Segretario del VLD, Partito dei Liberali e Democratici fiamminghi dal 1999 al 2004.

L’Indonesia è una potenza economica cresciuta grazie a consumi interni, produttività, servizi e telecomunicazioni. Oggi ha le carte in regola per trasformarsi in un gigante economico in grado di competere con Germania e Regno Unito.

Gangnam Style, l’incontrastata regina delle classifiche del cantante sudcoreano Psy, è una buona rappresentazione dell’incredibile crescita di una nazione che da paese povero viene ora annoverata tra le nazioni ricche del mondo e tutto ciò in meno di cinquant’anni. Scintillante, sfacciata e orgogliosa del suo successo globale.

Per tre settimane il piccolo Gezi Park, situato in una delle piazze pubbliche più importanti della città più popolosa della Turchia, era sotto occupazione. Nonostante gli ingenti quantitativi di gas al peperoncino utilizzati contro di loro, e le manganellate e i getti di acqua sotto pressione della polizia, i dimostranti hanno tenuto duro.

A dicembre 2011 il Centre for Economic Business Research certificò il sorpasso del Brasile sulla Gran Bretagna, un bel traguardo per Dilma Rousseff, Presidente da un anno esatto. Il recupero britannico nel 2012, le deludenti cifre economiche della prima metà del 2013 e le manifestazioni di piazza di giugno allontanano però la meta.

Ci sono aspettative diverse attorno alle elezioni europee della prossima primavera.
Un astensionismo più elevato del solito può far crescere il peso dei voti più antieuropei. Ne potrebbe uscire un Parlamento nel quale per la prima volta i movimenti populisti contendono la tradizionale egemonia dei Popolari e dei Socialisti, con conseguenze fino a oggi imprevedibili.

Un boom economico incompleto, politiche sociali fallimentari, settori dell’educazione e della salute pubblica lasciati a se stessi. Una protesta iniziata per una questione in apparenza insignificante si è diffusa rapidamente in tutto il Paese. Ora il popolo vigila sulle azioni del governo.

L’interesse fin troppo evidenziato sulla crescita economica dei nuovi Paesi emergenti potrebbe mettere in secondo piano la tutela delle libertà civili e dei diritti della persona, ponendo dubbi concreti sulla stabilità del progetto di cambiamento che questi Paesi vorrebbero realizzare.

Ogni giorno, in Messico, è quasi impossibile non consumare una fetta dell’enorme impero di Carlos Slim, il businessman più ricco del paese, che se la batte con Bill Gates per il titolo di “Uomo più ricco del mondo”.

Dal primo luglio la Croazia è il 28esimo paese dell’Unione Europea. Una meta raggiunta attraverso grandi trasformazioni. Ora Zagabria guarda avanti con più ottimismo, pronta alle sfide che l’attendono. Più di tutto la crisi economica, ma anche il difficile impegno di trainare i Paesi vicini verso l’UE, simbolo di stabilità e pace.

Rappresentano il 40% della popolazione mondiale e un quinto del Pil globale. Sono i BRICS, Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, il gruppo di Paesi emergenti più famoso del globo, tanto da ispirare il tema di maturità nelle scuole italiane.

Tra un anno la Scozia andrà alle urne per decidere se diventare uno Stato indipendente.
Il premier Alex Salmond e lo Scottish National Party si giocano il futuro politico, e la campagna “Yes Scotland” va avanti. Tema caldo l’economia. Ma basterà a spostare i voti degli incerti?

Il Sudafrica, rimasto orfano di tata Madiba, “papà” Nelson Mandela, potrebbe trovare come guida una madre tenace, Mamphela Ramphele. Attivista, dottoressa, antropologa, accademica, manager: ha vissuto cinque vite in una. Ora è il momento della sesta vita: quella politica.

Hanno collaborato a questo numero:
Giuliano Amato
Ernesto Albanese
Claudia Astarita
Antonio Barbangelo
Shyam Bhatia
Seyda Canepa
Mario Capato
Tomasoclavarino
Nicole Corritore
Pino Creanza
Fabio Cuttica
Astrit Dakli
Arianna Di Genova
Fadi Elhusseini
Diana Ferrero
James Fontanella Khan
Flavio Fusi
Stefano Giantin
Piero Gnudi
Andrea Goldstein
Serena Grassia
Emiliano Guanella
Francesco Guarascio
Emanuela Hernandez
Eric Jozsef
Francesca Lancini
Carlotta Magnanini
Anna Maria Merlo
Mana Neyestani
Soli Özel
Maria Luisa Palumbo
Guiomar Parada
Matteo Patrono
Alberto Piccinini
Giuseppe Scognamiglio
Farian Sabahi
Antonio Sansonetti
Giulia Sbarigia
Talvin Thangaraj
Cecilia Tosi
Boyd Van Hoeij
Stefanovergine
Ascanio Vitale
David Willey