n.50 novembre/dicembre 2013

EAST 50, in edicola dal 1° novembre in un formato più snello e rinnovato nei contenuti, ospita interventi di Sergio Romano sull’espulsione della moglie del dissidente kazako Ablyazov, di Sandro Gozi sulle prossime elezioni europee e di Franco Bernabè sui rischi di un web soffocato dal crimine e dallo spionaggio. Il corrispondente BBC David Willey analizza l’impatto del “Papa pop”, Jorge Mario Bergoglio, e Peter de Vrai racconta del discorso al popolo con cui la Regina Elisabetta avrebbe dovuto annunciare un attacco nucleare sovietico. Si parla inoltre - tra i molti temi trattati - dei “fratelli di sangue” della guerra civile siriana, dei progetti futuri di Angela Merkel e delle nuove tensioni tra Spagna e Regno Unito per il controllo di Gibilterra; con, in più, un ricco dossier sulle risorse naturali del pianeta.

James Hansen è il nuovo direttore editoriale di EAST. Già diplomatico di carriera e in Italia dal 1975, Hansen è stato vice-console degli Stati Uniti a Napoli per poi passare al giornalismo come corrispondente da Roma dell’inglese Daily Telegraph e dell’International Herald Tribune. In seguito è stato alla guida degli uffici stampa di Olivetti, Fininvest e Telecom Italia.

 

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C’è una vecchia – anzi, vetusta, lisa e totalmente consumata – maledizione araba (o forse cinese, ma non importa): Che tu possa vivere in tempi interessanti.
Preoccupa dunque osservare che, come rivela il sommario di questo numero, i nostri tempi non sono “meramente” interessanti ma assolutamente affascinanti.

Oggigiorno pochi ricordano il banchiere, economista, filosofo, storico, editore e giornalista inglese Walter Bagehot, e quei pochi lo identificano – sbagliando – come il fondatore della rivista The Economist.

Il mondo non associa l’integralismo e la violenza con i pacifici buddhisti, ma non ne sono immuni. 

Pagano sempre i più deboli. In Inghilterra sono i bambini le vittime più colpite da una crisi economica e sociale senza fine.

Forse non sarà necessario dopotutto consumare insetti a colazione per proteggere l’ambiente...

Il Paese tenta il passaggio più delicato e più pericoloso dalla fine dell’apartheid, a rischio sia l’economia sia la sua stessa anima. 

AUSTERITÀ CONTRO FLESSIBILITÀ

È finita. Finalmente l’eurozona esce dalla più lunga e grave recessione dalla Grande Depressione degli anni Trenta. Ma a chi va il merito di aver fatto uscire il blocco di 17 Paesi dal buio economico?

Alla ricerca di uno sguardo “puro” sul mondo, il Laboratorio di Etnografia Sensoriale dell’Università di Harvard, con l’etichetta SEL, ha prodotto alcuni tra i più interessanti documentari degli ultimi anni.

La Mongolia può ancora contare su un’economia in rapida crescita e un’immensa ricchezza di materie prime. La forte dipendenza dalla Cina è però fonte di tensioni, come testimonia l’insorgere di associazioni neonaziste animate dall’odio per Pechino. 

Il popolo di Mosè, circondato dai nemici – da cui dipende per la fornitura d’energia – fa una scoperta che rimescola le carte del gioco mediorientale.

Dai difetti del West e dei suoi vestiti, al femminismo indiano, alle virtù dell’agricoltura tradizionale, una fisica nucleare pentita si spiega sullo sviluppo “giusto”.

Per uscire dalla crisi la capitale spagnola si fa sedurre dalla proposta del discusso magnate del gioco Sheldon Adelson. Eurovegas è il progetto di un mega casinò per replicare il deserto del Nevada nel vecchio continente. Ma una sigaretta può fermarlo.

Gli allegri anni “Woodstock” di Internet sono finiti e rischiano d’essere inghiottiti dallo squallore e dallo spionaggio. La Rete deve darsi una “regolata”.

L’espressione “diversamente abile” non solo è politically correct ma anche vera…

L’ISAF sta gradualmente uscendo dall’Afghanistan, che punta ora verso i vicini giganti asiatici. All’orizzonte le elezioni presidenziali del 2014. 

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Ministeri tecnici sembrano aver sostituito lo storico ruolo strategico della diplomazia e le singole politiche estere nazionali trovano poco spazio nella globalità delle convenzioni. Il caso kazako pare essere il prodotto, poco riuscito, di questa nuova distribuzione delle parti.

Col riciclo dei rifiuti consumiamo meno energia, meno materie prime, riduciamo le emissioni di gas serra. Inoltre produciamo beni a basso impatto ambientale, creiamo nuovi posti di lavoro, iniziamo a costruire un’economia verde, che è l’unica via possibile perché il mondo diventi più vivibile.

Hanno collaborato a questo numero:
Andrea Affaticati
Claudia Astarita
Gabriele Barbati
Shyam Bhatia
Ilaria Benini
Franco Bernabè
Danville Bothers
Aldo Ciummo
Pino Creanza
Peter De Vrai
Stephane Ebongue Koube
Fadi Elhusseini
Diana Ferrero
James Fontanella Khan
Luis Foyle
Luca Gambardella
Sandro Gozi
Serena Grassia
James Hansen
Vita Laroux
Simona Maggiorelli
Luca Manes
Raffaele Masto
Luigi Milardi
Stella Morgana
Mana Neyestani
Matteo Patrono
Alberto Piccinini
Sabrina Provenzani
Sergio Romano
Francesco Russo
Farian Sabahi
Tommaso Sacconi
Giulia Sbarigia
Giuseppe Scognamiglio
Alessandra Spalletta
Antonio Storto
Cecilia Tosi
Boyd Van Hoeij
Riccardo Venturi
Stefano Vergine
Pietro Veronese
Ascanio Vitale
David Willey
Nicola Zolin