Gli elettori, stanchi dopo 6 anni di travaglio laburista e preoccupati per l’economia, danno il Governo al partito degli affari. 

Le elezioni del 7 settembre hanno sancito la vittoria del centro destra australiano. La prima cosa che ha voluto dire il neo premier Tony Abbott, 55enne leader dei conservatori, è che la Nazione sarà ora “aperta agli affari”. Una promessa attesa dagli elettori, sfiancati da sei anni di travagliato governo laburista in cui, alla guida del centro sinistra, si sono alternati Julia Gillard e Kevin Rudd, protagonisti di una faida interna che ha rovinato l’immagine del partito. A sentire le dichiarazioni di Abbott sulla situazione australiana, sembra di sentir descrivere un Paese in profonda crisi economica. Non è così. Con un Pil sempre cresciuto negli ultimi 22 anni, e che anche quest’anno dovrebbe aumentare di circa il 3%, l’Australia è una delle pochissime Nazioni Ocse a non aver sperimentato la recessione. Eppure molti Australiani sono preoccupati.


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