La Mongolia traslocherebbe se potesse

La Mongolia può ancora contare su un’economia in rapida crescita e un’immensa ricchezza di materie prime. La forte dipendenza dalla Cina è però fonte di tensioni, come testimonia l’insorgere di associazioni neonaziste animate dall’odio per Pechino. 

È il terzo Paese al mondo per tasso di crescita economica. Solo nel 2012 il Pil della Mongolia aveva segnato un’espansione del 12,3%, una brusca frenata rispetto al +17,5% dell’anno precedente – dovuta perlopiù al crollo dei prezzi internazionali che ha interessato le sue produzioni agricole e minerarie – ma di certo un numero che, visto da un’Europa ancora intrappolata nella recessione, non può risultare che invidiabile. Gli scambi commerciali con la Cina contano per tre quarti dell’economia del Paese, privo di uno sbocco sul mare e incuneato tra l’ex Celeste Impero da una parte e la Russia dall’altra.

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