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Gli oceani crescono, il Mare d’Aral scompare

Da 60mila km2 a 3.300 oggi, senza acqua le barche galleggiano su un mare di sabbia.

Moynaq era un porto, adesso è meno di un’oasi nel deserto. Un puntino nel centro dell’Asia, desolato come può essere solo una cittadina ex sovietica abbandonata dall’80% dei suoi abitanti.

Ma a Moynaq, in Uzbekistan, niente è normale. Non è normale il caldo torrido che arriva in estate, né il freddo artico che piomba in inverno. Non è normale che un popolo di pescatori viva a centinaia di chilometri dall’acqua. Ed è surreale il panorama tra le dune del deserto, con le carcasse arrugginite delle imponenti navi, lasciate a morire dopo un’onorata carriera.  

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