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Riso avvelenato

Pechino ha fatto il miracolo: sfama un quarto della popolazione mondiale con il 7% della superficie coltivabile, ma…

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Un miracolo? Non esattamente. Nella Cina del 2013 mangiare di più non è certo sinonimo di buona salute, e il cibo – sostiene la rivista medica britannica Lancet – è ancora tra le principali cause di morte del Paese. Ma se in passato il problema erano i granai vuoti, oggi Pechino si trova ad affrontare un’emergenza ancora più grave: quella degli ormai frequenti scandali alimentari, che intossicano una popolazione sempre più timorosa di sedersi a tavola. E poco cambia che si tratti di quella di casa propria o di un ristorante.

Negli ultimi anni i Cinesi di tutte le età hanno mandato giù (letteralmente) latte al nitrato, olio di scolo impiegato per friggere, carne di topo spacciata per montone, riso al cadmio, miele artificiale al 100% e contenente alluminio, polli a crescita istantanea, fino ad arrivare ai bizzarri maiali “culturisti” nutriti con clenobuterolo. Fortuna che le pittoresche angurie- bomba del Jiangsu, pompate a forchlorfenuron per accelerarne la crescita, sono scoppiate nei campi e non nei frigoriferi dei consumatori. Resta, tuttavia, indelebile nella memoria di ogni genitore cinese lo scandalo del latte in polvere per bambini alla melamina dell’azienda Sanlu che nel 2008 uccise 6 neonati e ne intossicò altri 300mila.  

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