n.52 marzo/aprile 2014

Il nuovo numero di EAST Global Geopolitics è in edicola dal 1 marzo.

Prigionieri del destino, come scrive il direttore editoriale James Hansen introducendo i temi di geopolitica affrontati in questo numero.

Il destino insulare spiega in parte il paradosso inglese fuori dall’Europa fuori dal mondo, come ancora tangibile appare la storica diffidenza dell’Europa verso la Turchia, i cui cittadini hanno ancora bisogno di visto per viaggiare all’interno della UE.

La Germania è ancora tormentata dal crollo del marco durante la Repubblica di Weimar, un episodio di 90 anni fa.

La Francia non riesce a dimenticare il suo impero africano come l’Iran non sembra ancora essersi messo alle spalle l’impero persiano.

Guardando al futuro.

La ripresa è iniziata ma non cantiamo vittoria, avvisa Sir Chakrabarti (Banca Europea per la ricostruzione e lo sviluppo), intervistato da EAST.

La Turchia ha ridato la parola ai curdi legalizzando tre pericolose lettere dell’alfabeto – q, w, x - mentre all’orizzonte dei delfini si profilano i combattimenti con i droni assassini.

Gli indiani sbarcano su Marte mentre i loro vicini pachistani sbancano in Borsa.

Più futurista di tutti il Giappone: da una parte pensa di riscaldarsi con il ghiaccio di fuoco dal fondo marino, dall’altra esplora le pericolose astinenze di una vita senza il sesso.

I giapponesi non si riproducono più….che sia colpa di PowerPoint? (che ne ha di colpe)…
Senza voler alimentare i pregiudizi, Lord Chesterfield ci ricorda che per le persone perbene c’è poco da ridere.

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Vi sono assunti geopolitici che ricorrono costantemente nella storia e cambiano poco nel tempo nonostante le diverse politiche adottate dai governi.

No comment

I conti britannici traggono beneficio dall’Unione europea. Ma i cuori inglesi sono attratti dalla dis-unione.

I BARBARI ALLE PORTE

“Il peggio è passato: la crisi economica è alle spalle.” Questo il mantra che viene ripetuto ossessivamente dai leader europei. E sull’economia potrebbero avere ragione, ma sono le ripercussioni politiche della crisi che farebbero bene a considerare.

Hanno collaborato a questo numero:
Andrea Affaticati
Francesco Anfossi
Claudia Astarita
Aniseh Bassiri Tabrizi
Danville Bothers
Eugenio Buzzetti
Jean-Marc Caimi
Seyda Canepa
Chandrahas Choudhury
Jennifer Clark
Pino Creanza
Richard D’Alessandro
Peter de Vrai
Arianna Di Genova
Diana Ferrero
Claudia Flisi
James Fontanella Khan
Luis Foyle
James Hansen
Cristopher Headley-Page
Emanuela Hernandez
Gerald Knaus
Alexander Kouttab
Eric Jozsef
Maria-Paz Lopez
Carmi Mazzucchi
Mana Neyestani
Giovanni Nicotera
Maria Luisa Palumbo
Jacopo Pasotti
Matteo Patrono
Alberto Piccinini
Valentina Piccinni
Elisabeth Roman
Farian Sabahi
Giulia Sbarigia
Giancarlo Schirru
Giuseppe Scognamiglio
Arianna Tandy
Mattia Toaldo
Alessandro Ursic
Boyd van Hoeij
Ascanio Vitale
Stefano Vergine