Taccuino da Bruxelles

I BARBARI ALLE PORTE “Il peggio è passato: la crisi economica è alle spalle.” Questo il mantra che viene ripetuto ossessivamente dai leader europei. E sull’economia potrebbero avere ragione, ma sono le ripercussioni politiche della crisi che farebbero bene a considerare.

Molti sospettano che le elezioni per il Parlamento europeo a maggio daranno la sveglia a un continente che per decenni si è cullato nell’ineluttabilità di un’unione politica più estesa e convinta, fondata sui valori cristiani, social democratici e liberali ritenuti comuni all’Europa tutta.

Invece pare che i partiti estremisti di destra e sinistra potrebbero raddoppiare sia i voti che i seggi che detengono attualmente nel Parlamento europeo. Degli oltre 500 milioni di cittadini del blocco dei 28 che voteranno per eleggere 751 MEP, il 25% si potrebbe schierare a favore di partiti anti immigrati e anti Ue. E un buon 10% risultare xenofobo, antisemita e razzista. In Francia, i sondaggi danno il Fronte nazionale di Marine Le Pen come primo partito.

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