n.53 maggio/giugno 2014

 Il nuovo numero di East Global Geopolitics è in edicola e in libreria dal 2 maggio.

La copertina - “Il Diavolo veste Putin” - è dedicata al presidente russo, nel bene e nel male l’uomo dell’ora. L’alternativa a una guerra per l’Ucraina - che nessuno vuole né può permettersi - e di finire “a letto con il diavolo”, secondo il graffiante commento dell’editore di East, Giuseppe Scognamiglio.

Il direttore, James Hansen, osserva come l’annessione della Crimea smentisce definitivamente la “Teoria McDonald’s della Pace” secondo la quale due paesi dove’è presente la catena non possono entrare in conflitto militare tra loro - ma siccome business is business, mentre McDonald’s lascia, arriva Burger King...

100 anni fa iniziava la Grande Guerra, portando le mitragliatrici, le armi chimiche, i carri armati e i bombardamenti aerei. Ora, più moderni, abbiamo i droni killer, ma aiutano poco contro i ratti che riconquistano le nostre metropoli.

La Cina s’allarga in Sud America e Nord Africa, le mafie italiane in Europa. La Nigeria produce il doppio dei film di Hollywood e il visone si compra a Pechino, mentre la Scozia vuole il divorzio dalla Regina d’Inghilterra e il Portogallo svende i quadri per evitare la bancarotta.

Il gatto di Winston Churchill però non muore mai ed è giunto alla sesta incarnazione.

L’Austria supera l’euroscetticismo per arrivare alla piena euroschizofrenia - e non trova il suo Dr. Freud. Joschka Fischer, l’ex Ministro degli Esteri “superstar” della Germania, spiega a East dove vanno l’Europa, l’Ucraina e il Mondo.

L’alchimia della “svalutazione interna” o ammazza le nostre economie o le farà rivivere: sapremo dopo… La maggior parte dei “Tweet” è scritta da robot malvagi, i massoni reclamano il possesso della Luna. Poi ci sono gli Ussari alati, i leggendari cavalieri che caricavano i nemici turchi con il cuore puro e le piume sulle spalle.

I francesi, eleganti, dicono che plus ça change, plus c'est la même chose. Gli italiani, non meno colti, citano Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa per ricordare come "se vogliamo che tutto rimanga com'è bisogna che tutto cambi". La geopolitica invece insegna che il passato sia senza fine e sempre in divenire.

 

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Esiste una tesi della geopolitica “pop” – la Teoria McDonald’s della Pace – secondo cui i paesi dove sono presenti i punti vendita della  catena non entrano mai in guerra tra loro.

La crisi ucraina andava evitata dialogando con Mosca. Oggi, a “frittata fatta”, gli attori in campo sono tanti e nessuno sembra decisivo.

La Scozia voterà sulla possibile indipendenza a metà settembre.

Lo stato portoghese tenta ancora la vendita di 85 quadri di Miró per fare cassa.

Hanno collaborato a questo numero:
Anne Allen
Lorenzo Bellettini
Danville Bothers
Mauro Broggi
Eugenio Buzzetti
Jean-Marc Caimi
Paolo Campana
Amo Carpentier
Chandrahas Choudhury
Jennifer Clark
Tomaso Clavarino
Emanuele Colombo
Pino Creanza
Francisco De Borja Lasheras
Diana Ferrero
James Fontanella Khan
Luis Foyle
Stefano Grassi
Francesco Guarascio
James Hansen
Emanuela Hernandez
Tom Highway
Timothy Hindle
Chris Jameson
Carmi Mazzucchi
Francesco Milan
Stella Morgana
Mana Neyestani
Francesco Pacifico
Jacopo Pasotti
Matteo Patrono
Maria-Paz Lòpez
Anna Piccarda Lazzarin
Alberto Piccinini
Valentina Piccinni
Christopher Prantner
Ana Gabriela Rojas
Elisabeth Roman
Giulia Sbarigia
Giancarlo Schirru
Giuseppe Scognamiglio
Natasha Senjanovic
Alessandra Spalletta
Antonio Storto
Eric Sylvers
Marie-Noelle Terrisse
Filippo Trotta
Alessandro Ursic
Boyd Van Hoeij
Massimo Zaurrini