Cinema - Capolavori in guerra

Bottini, tesori e il nostro patrimonio artistico.

Molti film di guerra narrano le drammatiche gesta di un manipolo di soldati, ideali rappresentanti delle esperienze di guerra di eserciti e popoli. I film che parlano invece degli aspetti più strategici e astratti della guerra si contano sulle dita di una mano – un famoso esempio è il film biografico Premio Oscar Patton, diretto da Franklin J. Schaffner e co-sceneggiato da un giovane Francis Ford Coppola – perché agli spettatori piace potersi identificare con i personaggi.

Un piccolo nucleo di film di guerra si è occupato del complesso destino delle opere d’arte durante i conflitti bellici, un materiale molto ricco che solo in pochi hanno esplorato, incluso il classico di John Frankenheimer del 1964 Il Treno, con Burt Lancaster. Ultimamente però i film sul recupero dei patrimoni artistici in tempo di guerra si sono moltiplicati e includono il colossal The Monuments Men diretto da George Clooney, con Matt Damon, Cate Blanchett, Bill Murray e John Goodman, e Diplomacy del regista tedesco Volker Schlöndorff, un adattamento di una pièce teatrale francese di Cyril Gely per due soli attori, interpretato da due veterani delle scene francesi, André Dussolier e Niels Arestrup.

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