La valigetta messicana

Un tesoro di immagini perse di maestri fotografi come Robert Capa ripropone la Guerra civile spagnola.

D’improvviso tornò bambino. Quel bambino che aveva patito fame e miseria. Tornò al tempo della Guerra civile, dopo il golpe del generale Francisco Franco alla Seconda repubblica spagnola nel 1936. Si sentì vulnerabile come quando correva per rifugiarsi dai bombardamenti ai civili.

Ma era il 2008 e la guerra era finita già da 70 anni. Era solo un flashback quello di Xavier Camps, nel vedere la sua foto sulla copertina di El Periódico de Catalunya.

Xavier, oggi 90enne, è uno dei pochi ancora in vita tra quanti hanno vissuto quella lontana guerra. La voce gli si rompe quando parla di cose tristi. Quando il fotografo Robert Capa lo immortalò arrampicato sul relitto di un bombardiere tedesco, però, era un momento di festa. “Vedere un aereo nemico abbattuto ci diede un po’ di speranza”, racconta. Ma il trionfo fu breve: due settimane più tardi, la sua città era in mano ai nazionalisti di Franco.

La foto è una delle tante immagini della Guerra civile spagnola salvate nella “valigetta messicana”. Tre scatole con 4.500 negativi di Robert Capa, Gerda Taro e David Seymour (detto “Chim”) – tre pionieri della fotografia di guerra – ritrovata in Messico.

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