Nota del direttore - Burger wars

Esiste una tesi della geopolitica “pop” – la Teoria McDonald’s della Pace – secondo cui i paesi dove sono presenti i punti vendita della  catena non entrano mai in guerra tra loro.

 

Questo perché le nazioni in grado di sostenere i suoi ristoranti avrebbero raggiunto livelli di prosperità e integrazione globale tali che le popolazioni non accetterebbero più la violenza militare organizzata.

McDonald’s, citando “problemi logistici”, ha chiuso i tre punti vendita inCrimea. Ma se da una parte si dice “à la guerre comme à la guerre”, dall’altra “business is business”. La concorrente Burger King è pronta a subentrare. “Stiamo programmando l’apertura in Crimea”, ha detto all’agenzia Itar-Tassil CEO di Burger King Russia, Dmitry Medovy.

La teoria degli “hamburger della pace” era già stata smentita nel 2008,durante la breve guerra per l’Ossezia del Sud, quando unità della 58ª Armata Russa e truppe aviotrasportate occuparono parti della Georgia indipendente.

Parlare di hamburger mentre volano proiettili può sembrare un esercizio vano – ma l’idea che l’integrazione economica porti alla coesistenza pacifica è alla base di molti costrutti della geopolitica, compresa la stessa Unione europea. Veder fallire l’ipotesi è sconfortante.

Sfruttare temi minori – come il fast food – per ingaggiare argomenti di maggiore importanza è il cuore della politica editoriale di East. In questo numero parliamo dell’espansionismo cinese in Bolivia e in Algeria, di ciòche ancora sappiamo della Prima guerra mondiale – iniziata esattamente100 anni fa – del progresso tecnologico dei “droni killer” e perfino dei gatti di Winston Churchill.

In Cambogia cresce la disaffezione verso l’autoritario governo d’emergenza post-Khmer Rouge, le Mafie italiane si allargano in tutta Europa, i Massoni accampano diritti sul territorio lunare e la Nigeria ora produce il doppio dei film di Hollywood.

Le belle donne tornano a portare le pellicce – ammesso che le avessero mai abbandonate – l’Austria è in pieno “diniego freudiano” rispetto ai vantaggi dell’appartenenza all’Ue, le navi da guerra trovano la vittoria finale sui fondali marini e la “svalutazione interna” che sta ammazzandole nostre economie o le sta salvando. Infine (per dire, c’è molto altro, ma lo spazio stringe) dirigiamo l’attenzione agli Ussari alati della Polonia, i primi “soldati universali ”d’Europa – perché la geopolitica conferma come il passato sia senza fine e sempre in divenire.

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GUALA
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