Un satellite cinese insegna quechua

La fame di risorse della Repubblica Popolare porta a curiosi incroci sudamericani.

Una donna aymara con bombetta e scialle di lana d’alpaca brucia incenso nella piazza centrale di La Paz in un rito d’omaggio a Pachamama, la Madre Terra. Uomini a braccetto cantano sventolando il tricolore della Bolivia. Uno di loro, dalla folla, innalza il modellino di un satellite spaziale.

È il 20 dicembre 2013, l’inizio dell’avventura spaziale boliviana. Parte con il lancio di un satellite per le telecomunicazioni di fabbricazione e di finanziamento cinesi. È un giorno di festa per molti in uno dei paesi più poveri dell’America del Sud, dove la metà della popolazione vive con meno di due dollari al giorno.

Al centro della piazza, mega screens mandano in diretta il lancio nello spazio. In una nube di fuoco, alle 16:42 GMT, il razzo-vettore si stacca da terra dalla base spaziale di Xichang, in Cina.

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