n.54 luglio/agosto 2014

Il nuovo numero di East Global Geopolitics è in edicola e in libreria dal 1 luglio.

Spronati forse dall'abdicazione di Juan Carlos di Spagna, in questo numero ci occupiamo di alcuni 'sovrani' moderni: il turco Tayyip Erdoğan, criticato quanto insostituibile, l'ungherese Viktor Orbán, poco amato all'estero e con grande consenso in patria, il francese François Hollande, impopolare invece un po' ovunque.

Per vedere le cose in prospettiva, anche un ritratto di Pietro il Grande, che ha posto le basi della Russia di oggi. Il primo imperatore "di tutte le Russie", mise una tassa sulle barbe e conquistò (per la prima volta) la Crimea.

Centinaia di milioni di persone sono state chiamate al voto in India e in Europa. La democrazia dei Grandi Numeri ha trionfato, smentendo gli esperti in Asia quanto qui da noi.

I blog veicolano i sentimenti dell'Europa, la legge britannica fronteggia l'incompatibile Sharia islamica con la quale deve fare i conti (sempre a causa dei Grandi Numeri), mentre le donne musulmane abbracciano, con crescente fervore, il jihad.

Gli anglosassoni parlano del "lavaggio" dei soldi sporchi, noi invece di riciclaggio. Comunque sia, è un settore in crescita, tale da far invidia a Willy Sutton, famoso rapinatore di banca americano negli anni Trenta, la cui tecnica era assai artigianale al confronto.

Il dossier è dedicato al matrimonio, istituto basilare in drammatica trasformazione in tutto il mondo - e in tutte le salse... Prospera anche la poligamia, più diffusa e radicata di quanto si ritiene abitualmente. Sia Barack Obama che lo sfidante alle ultime presidenziali Usa, Mitt Romney, sono di famiglie poligame.

Al Jazeera invade l'America e il burkini le passerelle della moda. I mujaheddin afghani saranno i protagonisti della difesa della terra dai mostri alieni. Ringraziamo i pionieri a quattro zampe che hanno sfondato le frontiere dello spazio.

Guardiamo alla proposta di condannare i criminali a pene "cognitive", dieci ergastoli da passare in una sola notte confinati nella terribile prigione della mente. Una sofferenza infinita che farebbe risparmiare molti soldi ai contribuenti.

A Londra il 'contro-terrorismo' finisce in fiera mentre a Urumqi – la megacity di cui non avete mai sentito parlare – il terrorismo scende in piazza.

ARTICOLI SELEZIONATI

Leggi alcuni degli articoli di questo numero in versione integrale

TUTTI GLI ARTICOLI


Sommario

Il più famoso rapinatore di banca americano – Willy Sutton, attivo negli anni Trenta – alla domanda degli agenti sul perché assaliva proprio le banche, rispose: "Perché è lì che stanno i soldi."

L'Est Europa vota poco, ma vota per l'Unione.

IL DIRITTO DI ESSERE DIMENTICATI- Avete desiderato non aver mai postato su Facebook quella foto di voi ubriachi in seguito condivisa centinaia di volte dai vostri amici?

I migliori architetti del mondo in competizione per stupire i visitatori.

Un futurologo Hewlett-Packard guarda all'"Epoca della scarsità" in arrivo.

Il romanzo L'età incerta di L.P. Hartley comincia così: "Il passato è un paese straniero: lì, tutto si svolge in modo diverso."

No comment

Gli elettori delusi hanno obbligato il Capo di Stato francese ad affidare il Governo a un potenziale rivale.

È giustizia dimezzare l'eredità delle vedove edescludere i figli illegittimi dalla successione?

L'antiterrorismo vale quasi quanto il settore farmaceutico.

La capitale tedesca, anche senza "quel" Muro, riesce a respingere il mondo.

Piaccia o no "l'orbanismo", l'economia ungherese marcia.

Cent'anni iniziati nel sangue si chiudono ora in rinnovata turbolenza sociale.

 

La carriera si fa con cinque lingue e... un hamburger.

Se vuole, Recep Tayyip Erdoğan potrà essere il primo Presidente del Paese a elezione diretta.

Il Premier turco è discusso ma, finora, insostituibile.

Il primo imperatore della Russia impose una tassa sulle barbe e annesse l'Ucraina.

East parla con John Peet, Europe Editor dell'Economist.

Hanno collaborato a questo numero:
Giuliano Amato
Aniseh Bassiri Tabrizi
Lorenzo Bellettini
Mauro Broggi
Amo Carpentier
Jennifer Clark
Emanuele Colombo
Alessandro D’Ausilio
Stefania Dal Maso
Michelle Alexandra De Le Bois
Giuliana De Vivo
Tatijana Dordevic
Christopher Emsden
Manus Flanagan
Claudia Flisi
James Fontanella Khan
Marco Fosci
Luis Foyle
Stefano Grassi
Mateen Greenway
Francesco Guarascio
Diletta Guidi
James Hansen
Emanuela Hernandez
Tom Highway
Timothy Hindle
Jade Martin
Carmi Mazzucchi
Matteo Miavaldi
Stella Morgana
Mana Neyestani
George Nicholas
Marta Ottaviani
Soli Ozel
Matteo Patrono
Stefania Pensabene
Anna Piccarda Lazzarin
Alberto Piccinini
Nicoletta Pisanu
Elisabeth Roman
Cosimo Rossi
Giancarlo Schirru
Giuseppe Scognamiglio
James Stafford
Alessandro Ursic
Boyd Van Hoeij
Arianna Tandy
Marie-Noelle Terrisse