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Troppe donne “di qualità”

La Cina ora le vuole a casa e incinte.

La crescita demografica squilibrata della Cina non solo sta conducendo la popolazione all’invecchiamento, ma riporta in vita pratiche discriminatorie che si credevano ormai scomparse. E’ il caso delle recenti campagne mediatiche che prendono di mira le donne, per ridefinirne il ruolo all’interno delle famiglie.

Il sesso femminile è oggi incoraggiato dal governo a mettere da parte carriera e libertà conquistate nell’ultimo mezzo secolo di emancipazione e tornare ad essere donne di casa. Occorre produrre nuova forza lavoro con cui raddrizzare gli squilibri causati da più di trent’anni di pianificazione delle nascite, recitano gli slogan riportati dai media. Le giovani donne devono sposarsi presto e tornare a fare figli come una volta, anche due per coppia ora che la barriera del figlio unico è caduta all’inizio di quest’anno.

“Il governo si trova a far fronte ad una pressione demografica senza precedenti, da un lato ha bisogno di controllare la qualità della popolazione, dall’altro deve mantenere la crescita economica: se le donne prediligono la carriera e decidono di non sposarsi e non fare figli ciò non accadrà”, spiega Leta Hong Fincher, una sociologa all’Università Tsinghua di Pechino.

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