I libri di East

Un falso per irrobustire il cristianesimo, un falso per indebolire l'ebraismo e un libro che può insegnare come farlo... L'arte della propaganda, nella veste di ieri e di oggi.

Propaganda
di Edward Louis Bernays
Fausto Lupetti Editore,
Bologna 2012, pp. 160

Il pacchetto verde delle Lucky Strike non si abbinava bene ai vestiti delle donne americane negli anni ’20 ed Edward Louis Bernays fu assoldato dalla American Tobacco Company per organizzare una campagna finalizzata a cambiare la percezione del verde che nella moda divenne il colore dell’anno. Con sensibile crescita del livello di vendite del pacchetto.

Questo è solo uno dei tanti esercizi di propaganda organizzati da Bernays, capostipite della Scienza delle pubbliche relazioni e protagonista del XX Secolo, che con questo volumetto espone l’importanza della sua arte nella relazione con le masse. Il libro analizza anche il ruolo del propagandista che studia sistematicamente il materiale su cui lavora con un metodo empirico. Per dare un’idea della influenza da lui esercitata – e della sua natura – è a Bernays che si devono le locuzioni "mente collettiva" e "fabbrica del consenso". Non è un caso che Bernays, nato a Vienna nel 1891, sia anche nipote di Sigmund Freud. Un celebre documentario della BBC, The Century of the Self, documenta come il lavoro del padre della psicanalisi e della moglie, Anna Freud, abbia segnato insieme a quello di Bernays uno spartiacque nel mondo della comunicazione di massa. Consulente della Procter & Gamble, della General Electric, della General Motors e di altre primarie aziende americane, Bernays morirà all’età di 103 anni nel marzo del 1995.

I protocolli dei Savi di Sion
di Wolfgang Benz
Mimesis Edizioni, Milano, 2009, pp. 166

È stato un articolo pubblicato nel 1920 dal Times di Londra dal titolo Un falso letterario (A Literary Forgery) a mettere per la prima volta in discussione la validità del documento conosciuto come I Protocolli dei Savi di Sion. Diventati l’archetipo del mito del complotto ebraico, I Protocolli sono stati essenziali per giustificare i pogrom dell’Impero russo e la persecuzione degli ebrei tedeschi durante il Nazismo. Parte dello sforzo propagandistico di Hitler, sono stati anche una lettura obbligatoria per gli studenti tedeschi durante gli anni del regime. I Protocolli sono stampati in tutto il mondo, incluso Giappone, Asia, Medio Oriente e America Latina, dove sono riconosciuti come falsi. Alcuni paesi del Medio Oriente, invece, li riconoscono ancora come attendibili e veritieri, tanto da utilizzarli addirittura come canovaccio per realizzare fiction televisive. Circa un decennio fa, un canale della tv egiziana Dream Tv ha trasmesso durante i giorni di Ramadan, 41 puntate ispirate ai Protocolli, ogni sera quando la gente rientrava in casa, digiunava e si riuniva davanti alla televisione. I Protocolli sono in realtà il risultato di un accorpamento di alcuni testi, come I misteri del popolo di sue, Giuseppe Balsamo di Dumas e il Biarritz dello scrittore e agente segreto prussiano Hermann Goedsche, minuziosamente rielaborati e attualizzati fino a diventare quello che è stato riconosciuto oggi come uno dei più importanti – e maligni – plagi della storia, uno strumento di morte dalle vittime innumerevoli.

La falsa donazione di Costantino
di Lorenzo Valla
Mimesis Edizioni, Milano,
2009, pp. 166

Il filologo italiano Lorenzo Valla con il De falso credita et ementita Costantini donatione declamatio fu il primo in Italia a confutare la veridicità del documento conosciuto come la donazione di Costantino. La sua Declamatio, del 1517, mette in discussione la fonte primaria di concessioni che l’Imperatore avrebbe fatto al Papa, con una semplice domanda: “Quale sovrano, al posto di Costantino, l’avrebbe fatta, rinunciando a Roma e in generale a tutto l’Occidente?” Quale imperatore avrebbe, dunque, garantito a Papa SilvestroI e ai suoi successori la concessione dell’Italia e dell’Occidente, la superiorità del potere spirituale su quello temporale e il primato del vescovo di Roma sulle chiese patriarcali orientali? La Donazione, composta a metà dell’ VIII secolo, quando in Italia nasceva lo Stato della Chiesa, è uno strumento essenziale per comprendere il rapporto tra Religione e Politica. Trascurato per molto tempo, il documento fu utilizzato dai pontefici solo nell’XI Secolo, con l’affermazione del papato durante la riforma gregoriana. La Donazione rappresenta uno dei primi strumenti di propaganda della storia. Dante la cita nel XIX Canto dell’Inferno: “Ahi Costantin, di quanto mal fu matre non la tua conversion, ma quella dote che da te prese il primo ricco patre!”. 

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