La campagna anticorruzione scardina il gioco politico

Il Presidente Xi non mira solo alla rimozione di amministratori infedeli.

Da novembre 2012, quando al termine del 18° Congresso del Partito Xi Jinping è stato eletto Segretario Generale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese - e Presidente della Repubblica poco dopo - nell'eterna battaglia contro la corruzione nel paese è avvenuto un drammatico cambio di passo.

Anche i predecessori di Xi avevano tentato di tenere a freno la corruzione, ma senza mai alzare il tiro. Oggi invece si registrano arresti di funzionari di primo livello in pratica ogni giorno, gli ispettori passano al vaglio una provincia dopo l'altra, dirigenti sotto accusa si suicidano, altri vengono pre-pensionati per evitare di essere indagati.

In questa attività di contrasto alla corruzione sono stati inquisiti 36 funzionari di partito che rivestivano cariche di vice-presidente o superiori, cosa mai successa prima. Un primo risultato è la paura che adesso aleggia nelle alte sfere della burocrazia, paralizzando in parte l'attività di governo.

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