Le mappe della discordia

Google sfrutta la tecnologia per offrire una rappresentazione del mondo che accontenta un po’ tutti, ma non sempre...

Cartografia satellitare, navigatori per auto, smartphone e motori di ricerca su Internet hanno pesato in modo negativo sulle prospettive di mercato di venerabili istituzioni come gli atlanti e le mappe pieghevoli, sempre più materiali da collezione che non da utilizzo comune.

Uno strumento popolare come Google Maps sarà anche meno romantico dell'imponente librone ereditato dal nonno, ma assicura alle sue mappe infiniti livelli di dettaglio, mantenendo per giunta il passo (anche grazie al coinvolgimento dei lettori) con una cronaca geopolitica a dir poco frenetica e non di rado controversa.

Quando poi si tratta di territori contesi le mappe digitali diventano come tempera nelle mani del pittore. Forse fin troppo. Come si adeguano alla rappresentazione dei variabili confini tra nazioni che litigano per piazzare la loro bandiera su lembi di terra, arcipelaghi dispersi o su intere regioni di frontiera?

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GUALA
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