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La start-up possibile

Cinque studenti in un monolocale senza acqua calda, inventano Enplug, una tra le prime start-up del 2013.

Nanxi Liu.
Nanxi Liu.

Prima di aprire 5 uffici in 5 continenti, Enplug operava in un monolocale che noi 5 fondatori dividevamo. I lettori forse conoscono Enplug, il software utilizzato per gestire e distribuire contenuti su display digitali di banche, centri commerciali, alberghi e ristoranti. Un progetto nato nel monolocale di Los Angeles.

Dopo aver fondato un’azienda biotech negli anni del college, ero alla ricerca di una nuova avventura. Un collega stagista alla Goldman Sachs mi presentò David Zhu via email. Poco dopo, David prese un volo da LA per venire a Berkeley, dove seguivo un corso alla University of California.

La nostra chiacchierata durò meno di un’ora, abbastanza per scoprire che David aveva rifiutato un posto al MIT nel corso di Computer Science, preferendo una carriera come giocatore di poker professionista in rete, diventando milionario prima di compiere 18 anni. Mi sembrò in gamba.

Durante il volo di ritorno David si mise a chiacchierare con il vicino di posto, Zach Spitulski. Zach era al primo anno di università, e aveva progettato due delle dieci App più scaricate al mondo nel campo dell’istruzione. Enplug aveva trovato il terzo fondatore. Ancora frastornato all’idea di mollare il college per un perfetto sconosciuto, Zach raccontò l’incontro al compagno di stanza, Alex Ross. Alex aveva ideato una piattaforma per il Trading delle materie prime a Wall Street e si stava per laureare. Il racconto lo entusiasmò: “Voglio entrarci anch’io!” Poi David fece una telefonata a un vecchio compagno di scuola, Navdeep Reddy, un vero nerd, il quinto fondatore.

Il primo incontro si tenne nell’appartamento di Zach e Alex. Come in uno di quei matrimoni lampo che si vedono nei film, ci scambiammo qualche parola, scattammo qualche foto e ci preparammo a una vita insieme. Ci mettemmo subito alla ricerca di un ufficio. La mia proposta di affittare un appartamento insieme per risparmiare sembrò una buona idea.

La facilità con la quale ognuno di noi aveva deciso di cambiare vita era un segno della nostra condivisione di valori. Non eravamo interessati a una vita comoda. La nostra ambizione era creare qualcosa di completamente nuovo in ambito tecnologico.

Di mattina, nell’appartamento della Enplug, si lottava per la doccia perché l’acqua calda durava 10 minuti. Cucinavamo ognuno per sé, ma dividevamo i soldi per la spesa. Avevamo capacità diverse. Zach si occupava della progettazione, Alex della programmazione e Navdeep curava la parte relativa all’hardware. David trattava con i clienti e io cercavo gli investitori. Questa divisione era molto efficace, e ci ha consentito rapidi progressi. Dopo tre mesi avevamo un prototipo, clienti paganti e investitori importanti. Trovammo due collaboratori, era arrivato il momento di trasferirci in spazi più comodi.

Trovata una villetta nel quartiere chic di Bel Air, rimanemmo a vivere e a lavorare nella Enplug House per un anno. In quel periodo avevamo 20 collaboratori, di cui 14 vivevano insieme a noi. Il soggiorno strabordava di scrivanie e il garage era adibito a laboratorio di progettazione. La mia camera fungeva anche da sala conferenze. Un vero esperimento di sharing economy: camere, cibo e faccende. Qualche mese dopo ci siamo presentati a Dave & Buster’s, società che gestisce ristoranti nelle sale gioco più popolari degli Usa. In quei ristoranti i display tappezzano intere pareti. Abbiamo collegato un mini dispositivo dotato di software Enplug all’uscita HDMI del display più grande, sul quale è immediatamente apparso il live feed dei social della D&B. Decine di clienti hanno iniziato a postare sul display con l’hashtag #Dave&Busters nei loro tweet. Quando il direttore ha capito che il software Enplug aveva reso virale la D&B, questa è diventata nostro cliente.

Al secondo anno di attività, la nostra squadra era cresciuta. Stabilimmo la nostra sede in un ufficio spazioso che battezzammo Enplug HQ, a 15 minuti dalla Enplug House. Oggi a Enplug HQ lavorano 35 collaboratori, e nella Enplug House viviamo in 10.

Le ragioni del nostro successo sono da trovare nell’impegno condiviso dai fondatori e poi da ogni nuovo membro della squadra e la storia della nostra azienda ci ha insegnato a essere aperti e cogliere qualsiasi opportunità si presenti, incluse le meno convenzionali.  

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