PRIMA PAGINA - Più Europa!

Abbiamo dedicato la copertina di questo numero all’Expo universale di Milano, perché è uno di quegli eventi che catalizza l’attenzione dell’opinione pubblica globale per i sei mesi della sua durata e apre i suoi battenti oggi, primo giorno di presenza in edicola del nostro n° 59!

 La prima Esposizione universale fu organizzata a Londra nel 1851, sotto l’egida del Bureau International des Expositions e ha voluto rappresentare un appuntamento quinquennale per dibattere fisicamente delle grandi novità nell’industria, nel commercio e nelle scienze. Si trattò del primo evento nella storia che trasformò il dibattito sui nostri tempi da nazionale e internazionale a globale, seguito a ruota, nel 1895, dalla Biennale di Venezia, che diede forma globale al dibattito sull’arte visiva, fino ad allora molto locale.

E abbiamo inserito la foto del Presidente del Consiglio italiano perché l’Expo potrà contribuire in maniera decisiva a sprovincializzare la sua immagine, rimediando a quella che tra le critiche dei suoi detrattori (presenti soprattutto nella obsoleta sinistra del suo partito) troviamo abbia maggiore fondamento. Per la verità, Renzi sta progressivamente dando sostanza anche alla sua statura internazionale, spendendosi in prima persona per promuovere la linea del dialogo con Putin, unica strategia che possa avere una ragionevole possibilità di successo nell’intricata crisi russo-ucraina; e attirando l’attenzione della comunità internazionale sullo spappolamento libico, potenziale causa di seri problemi di sicurezza per il fronte sud dell’Europa, ove ritardassimo ulteriormente ad occuparcene.

Non ci stancheremo mai di ripetere che, comunque, noi tutti abbiamo bisogno di “+ Europa!”, se vogliamo far fronte efficacemente alla ritirata americana dagli scenari di crisi che ci circondano. Un’Europa intelligente, quella che ha costretto Porošenko e Putin al dialogo di Minsk, non certo quella che distrattamente consente ancora a qualcuno di programmare l’adesione dell’Ucraina alla Nato, causa politica principale della difficoltà a mettere fine ai combattimenti in Ucraina orientale; un’Europa dinamica, quella che ha finalmente affiancato e sostenuto l’Onu nella riunione di Rabat, dove per la prima volta i contendenti libici si sono seduti allo stesso tavolo, condizione necessaria per programmare qualsiasi tipo d’intervento pacificatore nel Paese. Un’Europa che, dopo aver integrato efficacemente i mercati finanziari, provi finalmente a disegnare una road map verso una politica di difesa unica, che veda presto un esercito Ue occuparsi efficacemente di Isis e di altri estremismi emergenti. 

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GUALA
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