Di-sperare nella pace

La coalizione dei 90 minuti lascia poche speranze per il processo di pace.

Appena 90 minuti separavano il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dall’incubo politico. La sua gioia, il suo orgoglio e la fiducia nella possibilità di negoziare in fretta una coalizione si sono incrinati e hanno fallito tanto quanto i pronostici che lo davano perdente alle elezioni. La vittoria di Netanyahu è stata accolta con scarso entusiasmo. soprattutto in quei paesi che hanno avuto modo di conoscerlo nel corso del processo di pace. In una regione travagliata e accerchiata dai conflitti, la pace israeliano-palestinese è ritenuta dai più un fattore essenziale per la stabilità locale, ma date le recenti elezioni israeliane e il nuovo governo, è verosimile parlare di pace?

Gli ultimi 90 minuti che hanno portato al quarto mandato di Netanyahu, a ridosso della scadenza prescritta per la formazione del nuovo governo, racchiudono il nocciolo della questione. Secondo Ben Caspit di al-Monitor, l’ex ministro degli Esteri israeliano Avigdor Liberman ha calcolato la sua mossa al pari di un delitto politico. Liberman ha atteso fino a qualche ora prima della scadenza per annunciare che si sarebbe dimesso e non avrebbe aderito alla coalizione, così da impedire a Netanyahu di cercare altri alleati, cioè di rivolgersi al capo dell’opposizione Isaac Herzog, del Partito laburista. 

Se vuoi leggerlo tutto, acquista il numero in pdf per soli 3 euro.

ARTICOLI CORRELATI

Scrivi il tuo commento
@

Oppure usa i tuo profili social per commentare

GRAZIE

banner fest sidebarbanner fest unicredit

La voce
dei Lettori

eastwest risponderà ogni settimana ai commenti sui social e alle domande inviate dai lettori. Potete far pervenire la vostra domanda usando il tasto qui sotto. Per essere pubblicati, i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città Invia la tua domanda ad eastwest

GUALA
GUALA