Missione Palestina

La Ue provvede al training di poliziotti e giudici palestinesi, per far fronte alle difficoltà poste da un territorio diviso e conteso.

L’esercitazione sta per cominciare e i poliziotti palestinesi sono pronti: dovranno intervenire a seguito di quello che apparentemente non è stato un omicidio ma piuttosto un suicidio. Un poliziotto francese spiega come ha creato la finta “scena del delitto” con tanto di manichino insanguinato, poltrona rovesciata, coltello poco distante dal cadavere e biglietto di spiegazione. La porta si apre, un primo ufficiale controlla il battito della vittima e ne costata il decesso. Poi con la radio avvisa la centrale e chiede l’intervento della scientifica.

“La prima cosa che dovevano fare era verificare se la persona era morta o ancora in vita.

E l’hanno fatto correttamente, anche se per aprire la porta ed evitare di inquinare le prove avrebbero dovuto indossare guanti di lattice”, spiega Jérôme Buaillon della polizia francese. Insieme ad altri suoi colleghi provenienti da 21 paesi dell’Ue e da Canada, Norvegia e Turchia lavora alla Eupol Copps, la missione dell’Ue che da 10 anni forma i poliziotti palestinesi. Ma nella calda e afosa mattinata di Tulkarem (cittadina palestinese a nord della Cisgiordania) i poliziotti palestinesi sono chiamati a un’altra esercitazione. Una squadra speciale deve intervenire per arrestare un criminale nascosto all’interno di un casolare abbandonato.

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