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Un nuovo interlocutore per l’Occidente

Daniel Serweri, esperto nella gestione dei conflitti, parla della contraddittoria copertura dei media Usa sui negoziati del nucleare iraniano.

Le trattative per evitare che l’Iran si doti di armi nucleari coinvolgono anche i media Usa. Il risultato non è lineare: poche ore dopo la “intesa politica” del 2 aprile a Losanna, gli Iraniani e gli Statunitensi si sono affrettati a comunicare l’accordo di principio, ma raccontandone aspetti diversi, per cercare di mantenere il sostegno delle rispettive opinioni pubbliche.

Il ministro degli Esteri di Teheran Zarif ha rimarcato che l’accordo implica “la fine delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza adottate contro l’Iran” con le sanzioni. Il comunicato del Dipartimento di Stato Usa racconta un’altra storia: le sanzioni non saranno cancellate che dopo l’adempimento di una lunga serie di obblighi.

Anche se gli Americani sono per lo più favorevoli ai negoziati, la maggioranza dei cittadini informati resta scettica nei confronti di Teheran, come dimostra l’ultimo sondaggio del Pew Research Center, svolto subito prima dell’accordo. Di questi aspetti parliamo con Daniel Serwer senior professor di Gestione dei conflitti alla School of Advanced International Studies (SAIS) della Johns Hopkins University a Washington ed esperto di Medio Oriente. 

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