n.61 settembre/ottobre 2015

GUERRE D’EUROPA

Il nuovo numero di East è in edicola, in libreria e in digitale dal 1 settembre.

Copertina

Europa come Idea ed Europa come Fortezza: come evitare lo scontro e i populismi irresponsabili che lo alimentano. Javier Solana e Aleksander Kwasniewski invitano a una rigenerazione democratica dell’Europa come unica ricetta contro un’involuzione pericolosa. Mentre l’invasione, secondo i numeri, non c’è.

Europa

Sembra scherzare col fuoco il Regno Unito, utilizzando la sua relazione con L’Unione Europea come timone per risolvere la crisi politica interna.

Il Vaticano punta tutto sugli scenari internazionali mentre la politica italiana si trasforma in un Laboratorio i cui esperimenti meritano osservazione.
Ci si domanda se dopo Yalta vada pensata una nuova Alleanza per la stabilità e la sicurezza internazionale ma intanto non sfondano le tentazioni autoritarie né in Turchia né nei Balcani e il Consiglio Europeo per la Ricerca Nucleare (CERN) riparte potenziato.

Mondo

Primo capitolo di Prospettive Mediorientali, le ‘famiglie’ del Medio Oriente viste da dentro: tutte si danno appuntamento nello Yemen.

Il governo del Myanmar sa come vincere le battaglie diplomatiche ma non come costruire la pace all’interno del paese.

Aumenta la corruzione in Messico insieme alla democrazia… e le elezioni del 2015 sono state tra le più violente nella storia del paese.

Dossier

Procedere sulla coda della tigre’ recita uno dei consigli dell’antico Libro dei Mutamenti cinese. Si presta alle situazioni di importanti cambiamenti il cui esito si prevede favorevole ma il cui percorso richiede prudenza e circospezione, attenzione ai dettagli e capacità di lasciar maturare le forze in campo senza forzature. Le nuove Vie della Seta e le prove di dialogo con la Cina.

 

 

 

ARTICOLI SELEZIONATI

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Dopo la crisi del ’29, alcuni paesi uscirono dal Gold Standard (Regno Unito), altri vi restarono ancorati (Francia). Il risultato fu il tracollo del commercio internazionale, che ampliò e prolungò gli effetti della crisi americana. La lezione che avremmo dovuto imparare è che risposte nazionali a crisi globali sono inefficaci e rischiano di alimentare pericolose destabilizzazioni, che in quegli anni avrebbero favorito il clima nel quale scoppiò la disastrosa Seconda guerra mondiale...

Le elezioni in Spagna e Portogallo: una riflessione sugli obiettivi dell’Ue e su una rigenerazione democratica dell’Europa.

L’emergenza migratoria nel Sud Europa è reale ma il fenomeno è amplificato nella comunicazione pubblica che lo connota prevalentemente in modo negativo, non cogliendo invece le enormi opportunità che offre a un continente in rapido invecchiamento.

Ue, eurozona e ruolo della Polonia. Le valutazioni dell’ex Presidente polacco sulla realtà attuale, non solo europea.

Fine del roaming nel… 2017

L’Ue accoglie solo il 2% dei rifugiati del mondo

Le elezioni che si terranno in Polonia ad ottobre sono di grande importanza, anche per l’Europa.

In bilico tra il sì e il no, il Regno Unito sembra attendere una spinta decisiva dalla Ue.

Saltati gli equilibri di Yalta, si potrà rieditare un Patto come la Santa Alleanza per recuperare stabilità e sicurezza?

L’inattesa stabilità di governo facilita e stimola una profonda trasformazione della politica.

Schietta, diretta, imprevedibile, la politica internazionale di Bergoglio è come la sua Chiesa: “deve sempre sorprendere”.

Si accendono gli scontri armati nei Balcani: la minoranza albanese chiede le dimissioni del Premier nazionalista conservatore.

Uno dei più importanti esempi di collaborazione scientifica europea è pronto per dimostrare tutto il suo potenziale.

In Cina li chiamano Fuerdai, letteralmente “la seconda generazione di ricchi”. sono giovani, ricchissimi, sono i figli degli imprenditori del boom economico cinese. automobili, vacanze di lusso, vestiti, orologi, e soprattutto gadget hightech.

Tra speranze (economiche) e scetticismo (geo-politico): prove di un dialogo difficile tra Cina ed Europa.

Secondo i dati della Banca Mondiale e del China Watch, tra il 2010 e il 2014 il turismo internazionale outbound – viaggi all’estero non motivati da “un’attività remunerata nel paese visitato” – dalla Cina è quasi raddoppiato, passando da poco più di 57 milioni a circa 109 milioni.