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CIBO&CULTURA - Il tao in cucina

La cucina cinese, come la medicina tradizionale, segue sofisticate regole per equilibrare yin e yang.

Involtini primavera, ravioli al vapore e riso cantonese fanno parte dell’alimentazione di molti occidentali ma pochi sanno che dietro alla cucina cinese ci sono raffinati principi per bilanciare la dieta in un’ottica curativa.

Alcune teorie risalgono all’imperatore Shen Nong e al suo trattato Shen Nong Ben Cao Jing: vissuto circa 5.000 anni fa e considerato il padre dell’agricoltura cinese, si dice che avesse assaggiato centinaia di erbe per capirne gli effetti sul corpo. Sun Simiao, autore nel VI secolo d.C. del libro di medicina Qianjin Yaofang (Prescriptions Worth a Thousand Gold), ha prestato attenzione all’alimentazione. Nel XIV secolo, Hu Sihui scriveva nel saggio Yin Shan Zheng Yao che alcune malattie sono dovute a una cattiva nutrizione, mentre altre si possono curare con cibi appropriati.

Secondo questi antichi principi, scoperti in Occidente negli anni Novanta, gli alimenti vengono classificati sulla base del loro effetto fisico (ad esempio per l’intestino e il sistema digestivo) ed energetico sull’organismo. Esistono quindi cibi yin (freschi e umidi, a effetto rinfrescante) e altri yang (a effetto riscaldante, attivante ed energizzante): un giusto equilibrio nella dieta è necessario per coltivare vitalità e salute.

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