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Mosca-Pechino e la “strategia della compensazione”

I due Paesi cooperano nei settori dell'energia e delle forniture militari. E fanno tremare gli Stati Uniti.

Excusatio non petita accusatio manifesta. “Non intendiamo creare una coalizione militare di nessun tipo”, ha dichiarato l’ambasciatore cinese in Russia Li Hui, “tra Mosca e Pechino vogliamo costruire una larga cooperazione tecnico militare, ma non siamo una minaccia per nessuno”. Non la pensa nello stesso modo il Pentagono, che prepara piani da Terza guerra mondiale per affrontare l’ipotesi di un attacco congiunto delle due potenze asiatiche. La possibilità di un’alleanza è cresciuta con la crisi ucraina e l’annessione della Crimea da parte della Russia, che ha scatenato le sanzioni europee e le condanne americane. Putin ha colto la palla al balzo per aprire nuovi canali commerciali e negoziare con i Cinesi una fornitura di gas miliardaria. Da quel momento, i due Paesi hanno cominciato a firmare patti bilaterali sia nel campo degli armamenti che E in quello energetico e finanziario. Dopo anni di attesa, Pechino ha potuto comprare dal Cremlino il sistema anti-missili terra aria S-400, stringendo quello che è l’accordo commerciale più imponente del decennio.

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