G20, la festa mancata

Alle prese con tensioni interne ed esterne, Ankara vede sfumare un'importante occasione di rilancio.

La riunione dei capi di stato e di governo delle 20 principali potenze economiche del mondo ad Antalya il prossimo 15 e 16 novembre avrebbe dovuto essere un momento di celebrazione per la Turchia, per la prima volta presidente di turno del G20, ma finirà per sancire invece la fine di un anno terribile in cui gravi tensioni interne, geopolitiche ed economiche hanno ridimensionato sostanzialmente le ambizioni turche.

Prendendo le redini del G20 lo scorso dicembre, il governo di Ankara prometteva di contribuire al rilancio dell'economia globale sbandierando l'obiettivo di diventare la decima potenza economica del mondo in un decennio. Primo paese musulmano a guidare il G20, la Turchia puntava inoltre a consolidare il recupero delle economie emergenti sull'establishment occidentale e a rafforzare il suo ruolo di ponte tra il mondo industrializzato e quello in via di sviluppo.

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