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I numeri della democrazia

Disinteressati o disincentivati, almeno 21 milioni di elettori americani non vanno alle urne.

Salutato da molti come il trionfo di una democrazia “dal basso”, capace di sconfiggere le poderose macchine elettorali dei partiti maggiori, una sorta di palingenesi della politica USA, l’avvento di Barack Obama alla Casa Bianca è stato solo parzialmente tale. A cominciare dai numeri. Nel 2008 Obama batté McCain con il 53% contro il 46%; nel 2012 sconfisse Romney con il 51% contro il 47%. Vittorie non trionfali sul piano dei suffragi popolari, anche se nette su quello degli electoral votes grazie al particolare sistema maggioritario in vigore.

La comparsa di un candidato giovane, di colore, dinamico e non organico - nemmeno del tutto estraneo - a circoli, rituali e reti d’interessi di Washington, non ha riavvicinato più di tanto alla politica gli americani. L’affluenza al voto fu del 61,6% nel 2008, leggermente superiore al 2004, ma poi è ricaduta al 58,2% nel 2012. Quasi 4 americani su 10 continuano a non partecipare alla scelta del loro presidente. Dal momento che tra i votanti nelle ultime due presidenziali, poco più della metà si sono espressi per lui, Obama è stato eletto con i voti di meno di un americano su tre.

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