La forza straordinaria della moderazione

Sarà lo scontro tra normalità e polarizzazione a determinare l’eredità di Obama.

 L’eredità di Barack Obama, diventato il primo Presidente afroamericano degli Usa dichiarando di sentirsi vicino alla vecchia guardia di repubblicani liberali, sarà dibattuta a lungo e dipenderà, più del solito, dai futuri sviluppi del Paese.

I presidenti dalle elevate doti intellettuali tendono a invecchiare male: basti pensare a Richard Nixon o Jimmy Carter. Se la cavano meglio quelli che tengono duro e riescono ad attuare il proprio programma politico in tempi difficili, come Abramo Lincoln e Ronald Reagan.

Nonostante le critiche di liberali e conservatori, Obama lascerà l’incarico dopo 2 mandati con una serie di vittorie politiche notevoli: ha assistito la nascita di un nuovo sistema di sanità pubblica, ha impedito nei limiti del possibile lo scoppio di nuove guerre e, di fronte alla crisi finanziaria globale, ha guidato l’economia Usa verso un percorso di ripresa più solido di quello della controparte europea; ha siglato un accordo diplomatico storico con l’Iran e uno con la Cina per ridurre le emissioni di gas serra. Se questi progetti andranno a buon fine, il suo astro risplenderà a lungo.

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