east forum 2016

temi

I numeri di una crisi epocale

Il numero stimato di migranti in tutto il mondo è di circa 230 milioni, ossia il 3% circa della popolazione globale. Anche se questa percentuale non è cambiata molto negli ultimi 100 anni, il numero di migranti è aumentato principalmente per due ragioni: la popolazione mondiale è quadruplicata e, sin dal ‘900, il numero di Paesi è aumentato da 50 a oltre 200, con il conseguente proliferare di frontiere.

CONTINUA A LEGGERE

L’impatto della crisi sulla UE: risposte (e rischi) principali

Una crisi senza precedenti come quella in corso ha comportato grandi difficoltà per molti Stati Membri UE, rivelando notevoli carenze nelle capacità di proteggere i confini esterni, nonché di ricevere e processare i migranti in arrivo.

CONTINUA A LEGGERE

Le opportunità economiche connesse alle migrazioni

Sebbene partiti populisti e nazionalisti stiano alimentando le paure della gente relativamente all’impatto dei migranti, i numeri mostrano che l’impatto sul mercato del lavoro e sulle economie può essere molto positivo. Negli Stati Uniti, per esempio, gli immigrati qualificati rappresentano oltre la metà delle startup della Silicon Valley e oltre la metà dei brevetti, sebbene essi costituiscano meno del 15% dell’intera popolazione.

CONTINUA A LEGGERE

Migrazioni e demografia

Se l’integrazione nel mercato del lavoro e nelle comunità locali funziona, la migrazione può essere un’opportunità per le economie. Quindi le politiche d’integrazione – come lo studio della lingua, l’educazione professionale e le iniziative per adattare le competenze alle esigenze del business – sono cruciali per promuovere un circolo virtuoso: più migranti che trovano lavoro significano meno spesa pubblica e più persone che pagano tasse e contributi previdenziali.

CONTINUA A LEGGERE

L’impatto di lungo termine della crisi sul futuro dell’Europa

Come fu per la crisi del debito sovrano e l’Unione Monetaria Europea, quello che stiamo affrontando oggi con la crisi dei migranti e dei rifugiati è la conseguenza del fallimento del completamento della costruzione europea: una condivisione dei confini interni non hanno senso senza la condivisione dei confini esterni. Il tema delle migrazioni e, in generale, il tema dei confini deve essere considerato come europeo – e non nazionale – e il freno della sovranità nazionale deve essere progressivamente allentato.

CONTINUA A LEGGERE

partecipa all'east forum 2016