Il genocidio culturale

Tra furore iconoclasta e mercato nero, abbiamo perso una parte rilevante della nostra storia comune. Da un censimento dei danni, si capisce come alcuni eroi stanno cercando di arginare questa tragedia.

A Ibn Hami gli archeologi liberano lentamente i mosaici dal terriccio e con piacere scoprono che le figure sono ben conservate, a un primo esame sembrano risalire al I sec. d.C. Non è una scoperta eccezionale dal punto di vista storico e artistico, ma è un ritrovamento straordinario. I mosaici sono stati scoperti nel nord-est della Siria, in una regione controllata dai curdi e da poco liberata dal dominio di ISIS. Lo scavo archeologico è realizzato con la supervisione della Direzione Generale delle Antichità e dei Musei Siriana.

In Siria, in Iraq e in Yemen sono in corso conflitti violenti, centinaia di migliaia sono i morti e diversi milioni i profughi. Tra le perdite drammatiche di queste guerre dobbiamo annoverare anche il patrimonio culturale e storico della Regione. I templi di Palmira in Siria, i siti millenari di Ninive e Hatra in Iraq, l’antica città di Barakish in Yemen, sono solo alcune delle vittime eccellenti di quello che anche Ban Ki-moon ha definito un “genocidio culturale”.

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