Sfide su ogni versante

Sicurezza, economia, politica. L’Egitto sembra sfuggire di mano al generale al-Sisi e solo il 26% degli elettori ha risposto alla recente chiamata alle urne.

L’Egitto ha passato un autunno turbolento. A settembre 10 turisti messicani scambiati per terroristi sono stati uccisi dalle forze armate. A fine ottobre un aereo con turisti russi si è schiantato nel Sinai, per via di una bomba, non lasciando alcun superstite.

Nel frattempo si sono svolte le elezioni parlamentari, ultima tappa del piano d’azione del Generale Abdel Fattah al-Sisi in seguito alla destituzione dell’ex Presidente Mohamed Morsi nel luglio 2013.

Per quanto riguarda l’economia, dallo scorso ottobre Tarek Amer è il nuovo Governatore della Banca centrale d’Egitto (Cbe), subentrato a Hisham Ramez un mese prima della fine del suo incarico. La sostituzione è avvenuta in una fase caratterizzata da una notevole penuria di valuta estera e una crescente pressione sulla valuta nazionale, il pound egiziano, nel mercato dei cambi.

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