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Verso nuovi orizzonti?

Le ultime elezioni parlamentari hanno rafforzato il ruolo del partito nazional-popolare, che, caso unico dalla caduta del Muro, governa il Paese da solo. Dove si sta dirigendo la Polonia?

"Quo vadis?", chiedeva lo scrittore polacco Henryk Sienkiewicz nel romanzo che l’ha portato al premio Nobel. Dove va la Polonia, si chiedono gli analisti dopo le elezioni del 25 ottobre. Dare una risposta non appare troppo difficile, in tutto il vecchio continente sembra crescere a vista d'occhio l'euroscetticismo, e in Polonia il partito Diritto e Giustizia, PiS, con il suo leader Jaroslaw Kaczynski, è un segno emblematico di tale sentimento.

Per la prima volta non entra in Parlamento la sinistra, perde tantissimo la Piattaforma Civica (PO), che è stata al governo per 8 anni e il cui rappresentante, Donald Tusk, mantiene il posto come Presidente del Consiglio europeo. 

Adesso in Polonia regna Jaroslaw Kaczynski, il fratello del presidente polacco morto nell'incidente aereo nei pressi di Smolensk. Alle elezioni presidenziali di maggio il suo partito, con grande sorpresa degli osservatori, ha vinto la sfida contro il presidente in carica Bronislaw Komorowski, portando alla ribalta Andrzej Duda. La scelta di non mettersi in gioco personalmente ma di proporre persone nuove e giovani (Duda ha 43 anni) ha funzionato bene a maggio, e così anche alle parlamentari di ottobre.

Il neo premier Beata Szydło, 52 anni, vice presidente del partito, è riuscita a raccogliere i consensi della parte conservatrice e più anziana della popolazione e anche dei giovani di centro.  Nel governo della Szydło spiccano i vicepremier Piotr Glinski, professore di sociologia candidato a più riprese dal PiS come premier di un governo tecnico, e Jaroslaw Gowin, leader del partito conservatore Polonia Insieme, PR, i cui candidati, durante le elezioni, hanno corso nelle liste del PiS.

Il diplomatico di orientamento atlantista Witold Waszczykowski diventa invece Ministro degli Esteri; da ricordare che nel 2008, come vicesegretario alla Difesa, proprio Waszczykowski aveva negoziato l’accordo per il dislocamento degli elementi dello Scudo Spaziale USA in Europa Centrale.  

E' chiaro come il vettore della politica internazionale possa adesso cambiare. Da anni, la Polonia guardava quasi esclusivamente alla Germania come partner privilegiato quanto ai rapporti in Europa, e agli USA per quanto riguarda i paesi extra-europei. Adesso, la Polonia cercherà probabilmente di conquistare un ruolo più importante, rafforzando anche la collaborazione con i paesi vicini, quelli cioè del gruppo Visegrad, di cui fa parte insieme a Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia.

Ad esempio, la posizione della Polonia conservatrice uscita dalle urne circa il tema dell’accoglienza ai rifugiati sarà simile a quella dell'Ungheria di Viktor Orban, ma non ne condividerà la simpatia verso la Russia. I rapporti con Mosca infatti, già abbastanza tesi, soprattutto dopo il conflitto ucraino e l'embargo delle mele polacche in Russia, difficilmente troveranno proprio adesso la strada della pace. E qui, oltre al fattore storico dei vecchi rancori, entra in gioco anche quello psicologico.

E' difficile, per esempio, credere che Jaroslaw Kaczynski scordi la morte del fratello gemello avvenuta proprio in Russia, sebbene si sia trattato di un incidente accertato.

Inoltre, il presidente Duda si sta opponendo alla costruzione del gasdotto Nord Stream 2, simile al già esistente Nord Stream, che collega la Russia alla Germania attraverso il Mar Baltico, bypassando la Polonia. In una recente intervista all'agenzia stampa ungherese MTI, Duda ha promesso: "Faremo tutto quel che è possibile per fermare il gasdotto. Ogni persona che abbia una vaga idea della situazione geopolitica sa bene che non si tratta solo di business, ma che ha anche una considerevole importanza politica".

Duda teme che la Polonia venga esclusa dai flussi di gas russo, ma è importante ricordare che anni fa, prima della costruzione del primo Nord Stream e della progettazione del South Stream (il gasdotto attraverso il mar Nero, mai realizzato) Gazprom propose di tracciare il gasdotto su suolo polacco, senza riscuotere interesse da parte della Polonia.

Sempre sul fronte internazionale c’è inoltre da aspettarsi che i rapporti con gli Stati Uniti saranno molto stretti; si può infatti considerare la Polonia come un alleato americano in Europa.

Per quanto riguarda l’economia polacca, anche sotto il precedente governo i segnali non erano certo negativi, ma tra la popolazione non si percepiva un reale aumento di benessere. Anzi, l'intenzione del governo precedente di aumentare l’età pensionabile a 67 anni ha tolto parecchi punti a Piattaforma Civica. Anche se le vedute del nuovo governo sono più stataliste, è difficile prevedere un cambio di modello economico.

Ma oltre all'economia c’è anche il sentimento: vale a dire, un ritorno alle radici cristiane.  Durante gli anni del regime comunista la chiesa e la fede in Polonia hanno vissuto una situazione di sottomissione, ma con Papa Woytila la ripresa è stata fortissima e immediata anche tra i giovani. E adesso l'onda neoliberista, insieme alla paura degli immigrati musulmani, minaccia i valori tradizionali che in Polonia sono molto sentiti. Parlando con i polacchi, ci si rende conto che l'Europa moderna con la sua questione del genitore di genere neutro "A" e "B" (al posto delle tradizionali figure ‘padre’ e ‘madre’) trova scarsa comprensione, e i cittadini trovano nel partito Diritto e Giustizia un punto di riferimento anche su questo.  Cresce anche così il sentimento nazionale di un paese enorme (sesto in Europa per popolazione).  Lo si può definire nazionalismo, ma i polacchi lo chiamano orgoglio.

Come valutare dunque i risultati delle urne? In ogni caso, prima di muovere facili critiche al nuovo governo polacco, bisogna dargli la chance di governare. E' difficile anche solo immaginare che la Polonia possa uscire dall’Europa. I polacchi sono troppo legati all’Europa, con la quale sono in corso enormi e importanti progetti, oltre ai soldi che la Polonia riceve dall’Ue. Ma rimane pur sempre un paese ponte tra l'Occidente e la Russia: se sarà un ponte minato oppure solido, lo vedremo presto.

@evutkin

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