Le sofferenze dell’Unione

L’Ue vacilla (anche) di fronte alla minaccia del terrorismo. A rischio uno dei valori cardine: la libertà di circolazione delle persone.

L'Unione Europea ha vissuto nel 2015 forse il suo anno peggiore da quando il progetto di integrazione si è messo in moto nel dopo guerra, e molto lascia temere che il 2016 difficilmente imprimerà un deciso cambio di direzione.

I due cardini dell'Unione, libertà di circolazione attraverso i confini nazionali e moneta unica, sono infatti entrambi minacciati. L'euro ha saputo sopravvivere alla fase peggiore della sua crisi quando nel pieno della tempesta greca il ritorno alle valute nazionali ha smesso di essere un tabù. Il peggio ora sembra alle spalle ma le incognite restano, tra difficili negoziati con Atene e la delicata trattativa con Londra sulla permanenza della Gran Bretagna nell'Unione. Inoltre, l'argomento che si stava meglio prima con le valute nazionali continua, nonostante scarsi riscontri fattuali, a essere riproposto da leader politici di varia estrazione in molti paesi dell'eurozona. 

A questa strascicante incertezza sull'euro corroborata da una ripresa economica ancora troppo timida, si è aggiunta nell'anno passato la crisi di Schengen. L'area europea di libero movimento nei sondaggi continua a essere indicata dai cittadini europei come il principale segno distintivo dell'Europa, eppure il progetto vacilla come mai prima d'ora, sotto la pressione della peggiore crisi migratoria nel continente dalla seconda guerra mondiale, e della crescente minaccia del terrorismo islamico.

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