Un trucco “made in Germany”

Lo scandalo delle emissioni potrebbe intaccare l’immagine dell’intera Europa.

A leggere i giornali sembra un bollettino di guerra: a 6 mesi dalla sua rivelazione nel settembre 2015, lo scandalo delle emissioni truccate di veicoli diesel venduti negli Usa da Volkswagen sembra destinato ad avere conseguenze profonde non solo sulla casa automobilistica tedesca. In gioco è la reputazione dell’intero modello industriale tedesco. Con effetti imprevedibili che potrebbero far sentire le loro conseguenze ben lontano da Berlino, visto che la Germania continua ad essere la locomotiva d’Europa e ancora oggi il sistema paese dietro al made in Germany viene considerato il modello da seguire da molte economie europee. Dopo aver accantonato 6,5 miliardi di euro per far fronte alle conseguenze di uno scandalo che coinvolge 11 milioni di veicoli, la casa di Wolfsburg si trova a fronteggiare richieste di risarcimento ben più consistenti: 19 miliardi di dollari è il valore massimo dell’ammenda che potrebbe essere comminata solo dalla Environmental Protection Agency americana per compensare gli Usa dei danni ambientali provocati dal maggiore inquinamento, senza contare che il Dipartimento di Giustizia di Washington non si è ancora pronunciato sulle azioni legali che intende intraprendere, le cause da parte dei clienti “truffati” sul fronte degli standard delle emissioni non tarderanno ad arrivare e in tutto il mondo le indagini e le iniziative legali si stanno moltiplicando. Persino in Cina l’associazione ambientalista China Biodiversity Conservation and Green Development Foundation ha fatto causa alla Volkswagen.

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