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Maggio/Giugno 2016


Le vere responsabilità della guerra russo-ucraina, raccontate per la prima volta.

Il fotoreporter Sergey Kozmin dell’agenzia americana Redux, nei suoi reportage racconta la Russia autentica della gente comune, come in queste immagini dedicate alla mitica linea ferroviaria che attraversa l’Eurasia.

Il popolo si è affidato a Putin e la Russia ha guadagnato stabilità. Ma nessun politico può governare per sempre: cambiano i leader,
cambiano i modelli. Il dopo Putin è tutto da scoprire.

La nascita, l’educazione, le origini di Vladimir Putin, per poter meglio interpretare le sue mire, la sua politica e il fascino che esercita sul resto del mondo.

Il capo del Cremlino avanza senza incertezze. Grazie anche agli errori dell’Occidente, la Russia si lancia verso nuove intese.

Una nuova agenda per la sicurezza mondiale è urgente e richiede il superamento della logica della rivincita, senza cedere a frustrazione e pessimismo.

Ma chi l’ha detto che l’economia russa dipende solo dal petrolio? Pochi lo sanno, ma il Paese sta diventando il primo esportatore di grano al mondo...

Il gas è lo strumento politico e diplomatico attraverso il quale la Russia punta alla conquista dei mercati dell’Occidente e dell’Estremo Oriente.

USA - Politica estera: la maledizione del copione di Washington.

Il futuro Presidente sarà un 70enne alla guida di 92 milioni di giovani. Sarà capace di comprendere ed esaudire le loro aspettative?

Dopo i golpe e le rivoluzioni, la normalizzazione democratica del continente riparte dal “miracolo” delle riforme.

L’impresa si prospetta ardua: la Signora deve governare con un Parlamento per metà in mano ai militari, un tempo suoi carcerieri.

I bassi costi della manodopera e una politica di libero scambio attraggono i grandi colossi dell’elettronica. Ora la scelta del partner: Cina o Stati Uniti?

L’aria sembra davvero cambiata, le elezioni di aprile chiedono una stagione di maggiore apertura anche per la società civile.

Una politica dell’ansia, tensione tra guerra e difesa, tra abbraccio con l’Ovest e fuga liberatoria verso Est. Un Paese combattuto prima che combattente.

I monarchi del Golfo annunciano l’introduzione dell’Iva come nuova forma di raccolta fondi per fronteggiare la riduzione degli introiti governativi.

L’equilibrio interno e i buoni rapporti regionali, sono frutto della politica del non-intervento, che regge da quando Qaboos governa. Senza eredi né successori, che ne sarà dopo di lui?.

Al contrasto Nord-Sud se ne contrappone uno più preoccupante Est-Ovest.

 

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