I muri d’Europa

La crisi dei migranti rafforza l’euroscetticismo nei paesi dell’Europa dell’Est che devono prima di tutto assicurare una buona qualità di vita ai loro cittadini.

Al telefono da Varsavia il professor Radosław Markowski, direttore del Centro per lo Studio della Democrazia, è durissimo: “In Polonia è in corso un putsch costituzionale, il governo sta violando la Costituzione, il Tribunale costituzionale è de facto paralizzato, come spiega bene un rapporto dell’11 marzo della Commissione di Venezia”. Markowski non è il solo a essere preoccupato. Il 7 maggio a Varsavia 240mila Polacchi sono scesi in piazza contro il Primo ministro Beata Szydło e il PiS, il partito nazionalistaconservatore al potere. Secondo Markowski né la Polonia né l’Ungheria meritano, al momento, di stare nella famiglia dell’Unione europea. Ovviamente il Governo polacco la pensa in modo diverso. In una recente intervista, ad esempio, il ministro degli Esteri Witold Waszczykowski ha dichiarato che “l’ex governo [della Polonia] ha molti amici in Occidente, ed è riuscito a convincerli che ciò che stiamo facendo è sbagliato”. Pure il Governo ungherese guidato da Viktor Orbán difende la legittimità del suo operato: a essere in crisi non è la democrazia ungherese ma quella europea, in primis per quanto riguarda la gestione dei migranti.

Se vuoi leggerlo tutto, acquista il numero in pdf per soli 3 euro.

Scrivi il tuo commento
@

Oppure usa i tuo profili social per commentare

GRAZIE

GUALA
GUALA