In Africa Tokyo sfida Pechino

Due storici rivali si contendono le risorse del Continente nero, adottando differenti atteggiamenti diplomatici e strategici.  

In questi ultimi anni l’Africa sta diventando il nuovo teatro della storica rivalità tra Cina e Giappone per una contesa di carattere geostrategico che s’inserisce nel quadro di una più ampia competizione internazionale.

Nonostante Pechino sia ormai stabilmente presente nel continente africano attraverso una serie di investimenti e cooperazioni bilaterali, il paese del Sol levante sta orientando sempre più l’attenzione verso la regione sub-sahariana, avviando un dialogo con diversi stati. Le ragioni di questa nuova tendenza sono riconducibili ai bisogni economici e strategici di Tokyo, che ha cominciato a volgere lo sguardo verso l’Africa nel periodo successivo alla fine della Guerra fredda, 30 anni dopo rispetto al suo avversario. Le ingenti quantità di risorse naturali che abbondano nel sottosuolo africano sono il principale obiettivo del Giappone. Notoriamente povero di materie prime come platino, zinco o manganese, Tokyo necessita di un continuo rifornimento per garantire a settori chiave, come quello tecnologico, una produzione costante su larga scala. Dopo l’esplosione della centrale di Fukushima nel 2011 e il conseguente abbandono del nucleare, il Giappone è stato inoltre costretto a incrementare gli approvvigionamenti d’idrocarburi, cercando nuovi fornitori esterni.

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