L’INCHIESTA 2 - Energie dis-unite d’Europa

SECONDA PARTE: 20 anni di tentativi senza frutto. Pur dipendente dalle importazioni, l’Ue è incapace di pensare una strategia energetica comune.

Quella per l’approvvigionamento del gas in Europa è una battaglia innanzitutto politica e geopolitica prima che economica. L’Unione europea è altamente dipendente dalle importazioni ma nella sua strategia di approvvigionamento sembra incapace di ragionare per il bene comune poiché gli Stati continuano a pensare ognuno ai propri interessi piuttosto che a quelli collettivi.

Più della metà dell’energia, circa il 53% del totale, consumata nell’Ue è importata, con una spesa di oltre un miliardo di euro al giorno. La dipendenza dalle importazioni di gas naturale è ancora più elevata, circa il 66% dei consumi, un livello critico.

Il gas costituisce una preoccupazione maggiore del petrolio a causa del modello di mercato molto più ristretto. Circa il 90% del petrolio importato arriva via mare e per questo c’è un’ampia flessibilità per modificare le fonti di approvvigionamento e le rotte. L’Ue è pronta a far fronte a lunghissime interruzioni degli approvvigionamenti, avendo scorte di emergenza per coprire più di 100 giorni di importazioni nette.

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