Quando il 16 dicembre di 2 anni fa sei terroristi fecero irruzione in una scuola di Peshawar, uccidendo oltre 130 ragazzi di età compresa tra i 10 e i 18 anni, in molti auspicarono che tale attacco, il più grave nella storia del Pakistan, potesse rappresentare un punto di svolta, dopo anni di ambigue politiche di supporto a gruppi terroristici attivi in vari teatri regionali. La strage di Peshawar, infatti, oltre a costituire un vero e proprio shock per l’intero Paese, palesava l’urgenza di interventi di contrasto immediati e profondi.

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