I difetti politici dell’accordo approvato sotto l’egida delle Nazioni Unite e firmato nel ridente resort marocchino di Skhirat il 27 dicembre del 2015 sono evidenti. Il Consiglio presidenziale presieduto da Fayez Serraj, designato come Primo ministro in pectore dall’accordo di Skhirat, fatica a imporre la propria autorità sul territorio nonostante l’importante sostegno delle forze occidentali. La proposta di Governo di Unità nazionale non è stata approvata in parlamento e perciò soffre di una mancanza di legittimità in base alla legge libica. Serraj è stato largamente contestato nella Libia orientale, e perfino ad ovest cresce il malumore nei suoi confronti.

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