C’è un paese dell’Unione europea che da solo può vantare più di un quinto della spesa globale fatta dagli Stati membri nel settore della difesa (nel 2015 circa 50 miliardi di euro su un totale di 239), e contribuisce a più del 10% dell’intero ammontare di truppe disponibili nella Ue (154.000 su 1,5 milioni di soldati) (Fonte: IISS, Military Balance 2016). Nondimeno, si tratta dello stesso paese che lo scorso giugno ha deciso di lasciare l’Unione: il Regno Unito. Se per numerosi aspetti politici ed economici gli effetti della Brexit rimangono incerti – molto dipenderà dalle future relazioni che verranno instaurate tra Londra e Bruxelles – nel campo della difesa, invece, si sono già manifestati i primi cambiamenti. E per l’Ue non sembrano essere poi così negativi.

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