Il giorno dopo l’elezione di Donald Trump, ho ascoltato una collega ben inserita nel policy making sulla difesa europea fare due commenti secchi: “è la fine della Nato”, e “è la volta buona dell’Europa della difesa”. Sommando Trump alla Brexit, lo spettro di una “anglosfera” separata dalla sicurezza dell’Europa continentale e ostile all’Ue ha iniziato ad agitare i sonni di atlantisti ed europeisti. I primi, da Varsavia a Riga, hanno improvvisamente scoperto le virtù dell’Europa della difesa, come succedaneo all’ombrello di sicurezza americano di fronte al temuto orso russo, abbandonando l’opposizione basata sul principio Nato first. I secondi, da Berlino a Parigi passando ovviamente per Bruxelles, hanno rialzato la bandiera dell’Europa della difesa non vedendo più all’orizzonte né amici a Washington né quinte colonne della perfida Albione all’interno dell’Ue.

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