Stella clavisque Maris Indici (stella e chiave dell’Oceano Indiano). È questo il motto latino di Mauritius, repubblica insulare e aspirante Singapore del XXI secolo. L’isola, che dista 900 chilometri dalle coste del Madagascar, è considerata dai geografi l’ultimo avamposto a est del continente africano. In realtà quest’isola, che vanta un tasso di crescita medio del Pil di oltre il 3%, è multietnica, multilingue e multiconfessionale: un melting pot tropicale di 1,4 milioni di anime dove l’elemento africano si è fuso con quello indiano (predominante), malese, cinese ed europeo, dando vita a una delle società più dinamiche dell’Oceano Indiano. Lo conferma il console onorario italiano Stefano Zinno, da vent’anni sull’isola: “In futuro Mauritius potrebbe diventare uno dei cinque paesi più ricchi del pianeta!” Già oggi il reddito pro capite è il secondo d’Africa, paragonabile (a parità di potere d’acquisto) a quello di Croazia o Romania.

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