Dal settore pubblico al commercio estero, dalle banche alle costruzioni, tutti nel Regno Unito s’interrogano su quanto sarà salato il conto per l’uscita dall’Unione. Il Tesoro britannico ha fornito una delle stime più pessimistiche, prima del referendum: le entrate fiscali avrebbero perso 45 miliardi di sterline dopo quindici anni. L’Office for Budget Responsibility ha rincarato la dose a fine 2016: entro il 2020-2021 il Regno Unito dovrà chiedere in prestito 58,7 miliardi di sterline in più, a causa di minori flussi migratori, inflazione più alta e produttività inferiore.

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