Il presidente russo Vladimir Putin pareva uno scolaretto emarginato dai compagni di classe al vertice del G20 a Brisbane, nel novembre 2014. I leader mondiali erano visibilmente a disagio nello stringergli la mano e nell’interagire con lui; teso e sostenuto, Putin sembrava quasi un paria. Leggermente rianimato nel farsi fotografare con gli altri Brics, il suo sguardo s’illuminò soltanto mentre teneva in braccio un koala, forse l’unico in grado di capirlo e perdonarlo.

La Russia si era fatta una pessima reputazione per aver violato norme di ogni genere e annesso indebitamente il territorio di un altro Stato. La guerra ibrida in Ucraina era iniziata da mesi e il Boeing malese era già stato abbattuto.

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